Tillerson in Asia: nuovo approccio per la Corea del Nord

Pubblicato il 16 marzo 2017 alle 14:13 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

È necessario un nuovo approccio per la minaccia rappresentata dal programma nucleare della Corea del Nord, ha dichiarato il segretario di stato Usa, Rex Tillerson, durante la sua prima visita di stato in Asia.

Rex Tillerson ha parlato di un nuovo approccio nei confronti della Corea del Nord senza scendere nei particolari di quali misure concrete l’amministrazione Trump voglia intraprendere, durante la conferenza stampa che ha seguito il suo colloquio con il ministro degli esteri del Giappone, Fumio Kishida, a Tokyo.

Il primo viaggio in Asia del Segretario di Stato è partito con la visita in Giappone e la conferenza stampa è stata la prima volta in cui Tillerson ha risposto ai giornalisti dalla sua entrata in carica, all’inizio di febbraio 2017.

Gli ultimi vent’anni sono stati caratterizzati da grande impegno diplomatico e negoziale. Un impegno che non è riuscito a raggiungere l’obiettivo della denuclearizzazione di Pyongyang, ha dichiarato Tillerson. “Vent’anni caratterizzati da un approccio che si è rivelato fallimentare”, ha continuato il Segretario, “compreso il periodo in cui gli Stati Uniti hanno fornito 1,35 miliardi di dollari di aiuti alla Corea del Nord come incoraggiamento a cambiare strada”.

“Di fronte alla minaccia in costante crescita, è evidente che c’è bisogno di un approccio diverso. E una delle ragioni della mia visita in Asia è proprio quella di discutere insieme le idee per questo nuovo approccio”, ha concluso Rex Tillerson.

Il Giappone sta cercando di comprendere quale sarà la politica Usa nei confronti di una Corea del Nord sempre più instabile e di una Cina in crescita esponenziale. D’altro canto, Tokyo spera di riuscire a negoziare anche i termini dei rapporti commerciali Usa-Giappone durante la visita di Tillerson. La cooperazione bilaterale in ambito commerciale è un po’ tesa dopo che il presidente Trump ha accusato le aziende nipponiche di rubare posti di lavoro agli Stati Uniti e che ha firmato l’uscita del suo paese dall’Accordo per il Partenariato Transpacifico. L’accordo prevedeva la creazione di una zona di libero scambio nell’area del Pacifico e ora Giappone e Stati Uniti devono rinegoziare i termini dell’interscambio bilaterale.

Tillerson ha anche ribadito che gli Stati Uniti auspicano e accolgono con favore un maggiore impegno del Giappone e una più grande presa di responsabilità di quest’ultimo all’interno dei rapporti bilaterali. Le parole del segretario di stato riprendono quanto affermato da Trump durante la campagna elettorale: maggiore responsabilità degli alleati e maggiore contributo alla sicurezza, anche in termini di incremento nella spesa per la difesa e per il mantenimento delle truppe Usa stanziate sul territorio alleato.

Dopo la prima tappa a Tokyo, il viaggio di Tillerson continuerà verso la Corea del Sud e la Cina. L’obiettivo della visita del Segretario di Stato è duplice. Da un lato intende rassicurare Seoul e Tokyo della volontà degli Stati Uniti di contrastare la crescente minaccia nucleare di Pyongyang. Dall’altro, vuole mettere pressione a Pechino perché sia più attiva nella gestione della minaccia maggiore per la sicurezza regionale. Tillerson ha chiesto alla Cina di rispettare i suoi doveri e implementare a pieno le sanzioni previste dalle risoluzioni Onu.

La Corea del Nord, il 6 marzo, ha lanciato quattro missili balistici nelle acque limitrofe alle coste del Giappone e ha dichiarato di lavorare allo sviluppo di missili nucleari in grado di raggiungere gli Stati Uniti.

Washington ha dichiarato che tutte le opzioni, compresa quella militare, sono possibili e di star rivedendo completamente la politica per la Corea del Nord. Gli ufficiali del Giappone hanno cercato di avere più informazioni, con scarso successo. In Giappone ci sono diversi gruppi di pressione che chiedono al governo di organizzare le forze armate e la difesa in modo da poter contrastare la minaccia rappresentata da Pyongyang. Tra le opzioni al vaglio a Tokyo c’è anche l’acquisto di un sistema di difesa anti-missilistica THAAD dagli Stati Uniti o di un sistema Aegis Ashore, una versione basata a terra del sistema di difesa usato via mare. Il THAAD è un sistema di difesa anti missile creato per colpire missili balistici a raggio corto e medio nella fase terminale con una modalità definita “hit to kill” (colpire per uccidere). Il THAAD spara dei proiettili per intercettare e distruggere i missili in arrivo grazie all’energia cinetica, minimizzando così i rischi che la testata all’interno esploda.

Gli altri punti all’ordine del giorno sull’agengda della visita in Asia di Tillerson sono la politica espansionistica di Pechino nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e le sue dispute territoriali rispettivamente con il Giappone e con le Filippine, nonché i rapporti commerciali. L’arrivo di Tillerson a Pechino è previsto per sabato 18 marzo.

La Cina si aspetta un’atmosfera collaborativa dei colloqui con il capo della diplomazia degli Stati Uniti, sebbene Pechino sia cosciente delle differenze di vedute in merito alla Corea del Nord. Nelle ultime settimane la Cina si è opposta fermamente all’installazione del THAAD in Corea del Sud poiché è convinta sia un ulteriore fattore di destabilizzazione nella regione. Il Ministro degli Esteri, Wang Yi, ha auspicato che ci sia una tregua e che i due treni impazziti – Corea del Nord da un lato e Corea del Sud e Usa dall’altro – si fermino entrambi e si torni al tavolo negoziale. Un altro punto importante che Tillerson dovrà affrontare a Pechino sarà l’organizzazione del primo incontro di  stato tra Trump e il presidente della Cina, Xi Jinping.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

Rex W. Tillerson. Fonte: Wikimedia.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.