Caso Odebrecht: nuove rivelazioni coinvolgono anche Cuba, Cile e Mozambico

Pubblicato il 16 marzo 2017 alle 7:12 in America Latina Brasile

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Al centro dell’inchiesta la filiale cilena dell’impresa brasiliana, gli investimenti dei governi di Lula e Dilma Rousseff a Cuba e la costruzione dell’aeroporto di Nacala in Mozambico.

La polizia cilena ha perquisito la sede locale della Odebrecht ed ha sequestrato documenti e materiale informatico nel quadro dell’inchiesta sulla trama di corruzione che ruota attorno all’impresa brasiliana. Le autorità giudiziarie di Santiago ritengono che siano state pagati tangenti a funzionari cileni per una cifra compresa tra 800 milioni e 3 miliardi di dollari. Un’altra impresa brasiliana legata alla Odebrecht, la OAS, è sospettata di aver finanziato le campagne elettorali cilene del 2010 e del 2014. Il procuratore generale cileno Jorge Abbott ha dichiarato che un membro della sua équipe si recherà a Brasilia nei prossimi giorni.

Dilma Rousseff e Raúl Castro inaugurano i lavori al porto di Mariel. Fonte: Wikimedia commons

Dilma Rousseff e Raúl Castro inaugurano i lavori al porto di Mariel. Fonte: Wikimedia commons

All’attenzione dei magistrati brasiliani sono anche le opere di ingrandimento e modernizzazione del porto cubano di Mariel, finanziate dal governo brasiliano per 230 milioni di dollari e assegnate alla Odebrecht. I lavori vennero finanziati per volontà dei governi di Lula da Silva e Dilma Rousseff, nonostante il parere negativo del comitato tecnico interministeriale deputato a valutare i rischi di finanziamenti all’estero. Gli investimenti brasiliani a Cuba sono cresciuti da 90 milioni a 1,3 miliardi di dollari nel corso dei mandati di Lula e Dilma Rousseff.

La trama corruttiva ha varcato ormai le frontiere dell’America Latina. Le autorità mozambicane hanno infatti messo sotto inchiesta alcuni funzionari accusati di aver ricevuto tangenti per 900.000 dollari per assegnare alla Odebrecht i lavori di costruzione dell’aeroporto di Nacala, nel nord del Mozambico.

Le indagini, frattanto, proseguono in quasi tutti i paesi coinvolti. Il governo peruviano ha sequestrato beni per 200 milioni di dollari a imprese brasiliane operanti nel paese, di cui 150 milioni alla sola Odebrecht. La stessa misura è stata presa nei confronti di alcuni funzionari del governo di Alán García: a Miguel Navarro Portugal e Mariella Huerta Minaya, incaricati della costruzione della metropolitana di Lima, sono stati sequestrati beni per 500.000 dollari, mentre si aggrava la posizione giudiziaria dell’ex presidente.

In Colombia il direttore della campagna elettorale 2010 del presidente Juan Manuel Santos ha ammesso di aver accettato finanziamenti irregolari da parte della Odebrecht. Santos ha dichiarato di aver appreso la notizia dalla stampa ed ha chiesto alle persone coinvolte di chiarire quanto prima la propria posizione.

La giustizia brasiliana, intanto, ha siglato un accordo con le procure di Argentina, Cile, Repubblica Dominicana, Venezuela, Perù, Messico, Portogallo, Colombia, Ecuador, Panama e Messico per procedere di concerto nelle indagini.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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