Rapiti otto operatori umanitari in Sud Sudan

Pubblicato il 15 marzo 2017 alle 7:14 in Africa Sud Sudan

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Otto operatori umanitari dell’organizzazione umanitaria statunitense, Samaritan’s Purse, sono stati rapiti da gruppi ribelli in Sud Sudan.

Il rapimento è avvenuto in un villaggio nella provincia di Mayendit, a circa 680 chilometri a nordest della capitale Giuba, dove era stato dichiarato lo stato di carestia dalle Nazioni Unite il 20 febbraio 2016.

Secondo il generale dell’esercito sud sudanese Lul Ruai Koang, i ribelli hanno rapito gli operatori umanitari per richiedere il riscatto sotto forma generi di soccorso. Tuttavia il Generale ha dichiarato che le autorità sono entrate in contatto con i rapitori che ancora non hanno richiesto un riscatto in via ufficiale e hanno assicurato che gli ostaggi sono illesi. Il Generale ha dichiarato il suo impegno per riportare gli operatori umanitari in salvo il prima possibile.

Altri due cittadini indiani sono stati rapiti dai ribelli la scorsa settimana mentre lavoravano in un campo petrolifero nella regione settentrionale dell’Alto Nilo in Sud Sudan. I rapitori hanno richiesto un riscatto di un milione di dollari alla compagnia petrolifera “Dar Petroleum” o al governo. Tuttavia il ministro dell’Informazione Michael Makuei ha dichiarato che il Sud Sudan non pagherà il riscatto e a richiesto la libertà incondizionata degli ostaggi.

La settimana scorsa, il governo del Sud Sudan ha dichiarato di voler imporre una tassa di 10.000 dollari per ogni operatore umanitario.

In Sud Sudan sono presenti centinaia di operatori umanitari. I nuovi costi comporterebbero una riduzione delle associazioni umanitarie e impedirebbero l’assistenza alle popolazioni in difficoltà.

Nicholas Haysom, inviato speciale delle Nazioni Unite in Sud Sudan, ha dichiarato che: “Questo comporterebbe un esodo di operatori umanitari da un paese che sta affrontando una terribile crisi umanitaria”.

Secondo la ricercatrice di Amnesty International in Sud Sudan, Elizabeth Deng: “Il governo e l’esercito hanno ampiamente contribuito alla crisi umanitaria e ora vogliono ricavare profitto dalla situazione che loro stessi hanno creato”.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che circa 7.5 milioni di persone necessitano di assistenza  e 100.000 persone rischiano di morire di fame. La situazione in Sud Sudan è peggiorata drasticamente da quando è scoppiata una violenta guerra civile nel 2013 tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir, e le forze di opposizione che appoggiano il vicepresidente, Riek Machar.

Operatori umanitari in Sud Sudan. Fonte: Flickr

Operatori umanitari in Sud Sudan. Fonte: Flickr

di Redazione

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