Emergenza migranti nel nord del Brasile

Pubblicato il 15 marzo 2017 alle 18:20 in America Latina Brasile

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Circa 30.000 venezuelani, in maggioranza indios di etnia warao, sono emigrati nello stato di Roraima negli ultimi 4 mesi, provocando il collasso delle strutture di accoglienza.

La crisi economica e il deficit di generi alimentari in Venezuela ha causato un fenomeno di migrazione di massa nello stato brasiliano di Roraima, alla frontiera con la Repubblica Bolivariana. 1o.000 immigrati negli ultimi tre mesi, secondo le autorità locali, che si aggiungono ad altri 30.000 già residenti in Roraima, uno stato che conta meno di 450.000 abitanti.

Il risultato è stato il collasso delle strutture di accoglienza tanto nelle zone più vicine alla frontiera come nella capitale Boa Vista, nonostante lo stato di emergenza proclamato già a dicembre dalla governatrice Suely Campos. Il problema si è esteso anche al sistema sanitario locale. Nella sola Boa Vista sono state ricoverate per malaria 2500 persone negli ultimi mesi, di cui l’80% proveniente dal Venezuela.

Frontiera tra Venezuela e Brasile nello stato di Roraima.

Frontiera tra Venezuela e Brasile nello stato di Roraima. Fonte: wikimedia commons

La decisione del governo locale di rimpatriare in autobus alcuni migranti è stata sospesa perché viola la legislazione brasiliana. Anzi, accogliendo la raccomandazione del Consiglio Nazionale sull’Immigrazione (CNIg), il Ministero Pubblico Federale aveva concesso lo scorso 3 febbraio la residenza provvisoria ai cittadini venezuelani sfollati in Brasile. Annullata in un primo momento, la misura – estesa a tutti i cittadini di paesi che confinano con il Brasile – è entrata definitivamente in vigore lo scorso 3 marzo. Come conseguenza il flusso migratorio è aumentato ulteriormente nell’ultimo mese.

La Polizia Federale ha reso noto che 1.035 venezuelani hanno fatto domanda d’asilo in Brasile nei primi due mesi del 2017. In tutto il 2016 erano stati 2.230, nel 2015 avevano richiesto asilo 235 venezuelani e nel 2014 appena 9. Nonostante una task-force della Polizia Federale sia stata inviata in Roraima al solo scopo di svolgere compiti di accoglienza, la maggioranza dei migranti vive all’addiaccio perché non trova posto nelle strutture organizzate d’urgenza in palazzetti dello sport e altre strutture pubbliche.

Intervistati dalla stampa locale, alcuni migranti hanno dichiarato che è meglio vivere per le strade in Brasile che a casa propria in Venezuela “perché in Venezuela non c’è niente da mangiare e in Brasile sì“.

Traduzione dal portoghese e redazionea cura di Italo Cosentino

di Redazione

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