Un esercito più tecnologico e innovativo per la Cina

Pubblicato il 14 marzo 2017 alle 7:13 in Asia Cina

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L’innovazione tecnologica e il coordinamento con lo sviluppo socio-economico del paese sono i punti chiave per il rinnovamento e la modernizzazione dell’esercito e degli armamenti in Cina, questo il messaggio del presidente Xi Jinping ai delegati dell’esercito in riunione a Pechino, domenica 12 marzo.

Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha partecipato all’assemblea generale dei rappresentanti dell’Armata Popolare di Liberazione ultimo incontro importante prima della chiusura dei lavori del lianghui, le due sessioni annuali che vedono riunirsi a Pechino i quasi 3 mila delegati che costituiscono l’Assemblea Nazionale del Popolo e la Conferenza Politica Consultiva.  Il Presidente della Repubblica in Cina riveste anche la carica di Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e della Commissione Militare Centrale ed è in quest’ultima veste che Xi Jinping ha delineato quale sarà il futuro per le forze armate del suo paese.

È necessario un processo di modernizzazione e di svecchiamento sia dell’esercito che degli armamenti, che verranno integrati con nuovi jet, sistemi missilistici anti-satellitari e sottomarini di ultima generazione, ha dichiarato il presidente della Cina. Pechino vuole dunque mostrare e provare che il suo potere non è solo sul territorio nazionale, ma che può essere proiettato anche a lunga distanza.

Le forze motrici di questo percorso di rinnovamento devono essere l’innovazione tecnologica e la sinergia tra sviluppo sociale e militare. In questo senso, il presidente ha auspicato l’avvio di programmi di addestramento innovativi per l’esercito basati sulla cooperazione civile-militare. Per questa ragione già lo scorso 22 gennaio, il presidente della Cina aveva annunciato la creazione di una nuova Commissione per lo sviluppo civile e militare integrato, nel più ampio quadro della riforma militare.

Le dichiarazioni di Xi Jinping si inseriscono bene nel quadro che egli stesso ha iniziato a dipingere a partire dal 18esimo Congresso del Partito Comunista Cinese nel 2012 che ha segnato la sua ascesa al potere e fissato l’obiettivo di un grande rinnovamento dell’esercito.

Il governo cinese in carica, guidato da Xi Jinping e Li Keqiang, ha promosso una serie di riforme militari sostanziali a partire dalla fine del 2015 per soddisfare gli obiettivi prefissati dal 18esimo Congresso del Partito Comunista Cinese. La riforma della difesa nazionale e dell’esercito avviata dall’attuale presidente cinese è la più significativa dal 1955 e mira ad aggiornare e adeguare la forza militare del Paese alla sua attuale importanza economica a livello mondiale. La prima fase di riforma militare è stata di stampo amministrativo con un cambiamento nella struttura della Commissione Militare Centrale. I quattro dipartimenti da cui era composta sono stati riorganizzati e suddivisi in 15. Nello specifico è stato istituito un dipartimento autonomo per l’Armata Popolare di Liberazione (APL) che non è più sotto l’egida del Dipartimento General Staff e sono stati suddivisi i diversi corpi specializzati dell’esercito. Prima dell’avvio effettivo della riforma è stata condotta una campagna anti corruzione negli alti ranghi della APL e della Commissione Militare Centrale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping

di Redazione

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