100.000 nigeriani in trappola nello Stato del Borno

Pubblicato il 12 marzo 2017 alle 7:41 in Africa Nigeria

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Circa 100.000 persone sono rimaste intrappolate tra la minaccia di Boko Haram e le operazioni anti-terrorismo dell’esercito nigeriano. Medici Senza Frontiere dichiara di non riuscire a raggiungere gli sfollati per fornire gli aiuti umanitari.

Il direttore generale di Medici Senza Frontiere Svizzera, Bruno Jochum, ha dichiarato che coloro che sono riusciti a raggiungere i centri medici nello Stato del Borno, nel nord della Nigeria, riportano l’aumento della violenza contro i civili. Gli operatori di MSF faticano a raggiungere le persone in grave necessità di assistenza umanitaria.

Jochum afferma che da più di due anni la popolazione civile è stretta in una morsa tra i violenti attacchi sferrati dall’organizzazione terroristica Boko Haram e le drastiche operazioni anti-terrorismo dell’esercito nigeriano.

Circa 800.000 sfollati, di cui la maggior parte sono donne, bambini o anziani, si trovano vicino alla capitale Maiduguri. Circa 200.000 risiedono in campi profughi dove il personale medico fornisce loro assistenza. Il restante delle persone vive fuori dalla capitale, raggruppato in piccole città sotto il controllo dell’esercito nigeriano, che, tuttavia, non può fornire loro molta assistenza data la limitata libertà di movimento per motivi di sicurezza. Queste persone sono completamente sfornite di mezzi di sussistenza.

L’accesso nello Stato del Borno è migliorato durante gli ultimi 6 mesi dopo i recenti rapporti  della comunità internazionale sulla situazione della malnutrizione in Nigeria. I programmi di distribuzione di cibo sono stati utili, tuttavia la situazione rimane tutt’ora critica.

In 7 anni di insurrezione, la violenza di Boko Haram ha provocato circa 15.000 uccisioni e ha forzato circa 2 milioni di persone ad abbandonare le proprie case.

Campo di sfollati. Fonte: www.zimbio.com

Campo di sfollati. Fonte: www.zimbio.com

di Redazione

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