Guatemala: 35 morte nell’incendio di un centro per minori

Pubblicato il 10 marzo 2017 alle 7:26 in America Latina America centrale e Caraibi

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L’incendio è avvenuto nel Centro per minori “Vírgen de la Asunción” di proprietà del Ministero della sicurezza sociale del paese centroamericano.

Almeno 35 bambine e ragazze sono morte mercoledì 8 marzo a causa di un incendio scoppiato nel Centro per minori “Vírgen de la Asunción” nella località di San José Pinula, alla periferia sud-est della capitale guatemalteca. Altre 30 persone sono state ricoverate negli ospedali della zona con ustioni di secondo, terzo e quarto grado

Stemma del Guatemala. Fonte: Wikimedia commons

Stemma del Guatemala. Fonte: Wikimedia commons

Il giorno precedente 60 minori erano fuggiti dal centro di accoglienza, per cui l’amministrazione aveva deciso di chiudere a chiave le camerate. Le famiglie dei circa 750 giovani internati avevano organizzato una manifestazione di protesta contro il trattamento riservato ai ragazzi. Approfittando della manifestazione sono scoppiati incidenti nel centro e, in una delle camerate, in realtà una scuola riadattata, è stato dato fuoco ai materassi. Da lì l’incendio si è propagato causando morti e feriti.

Alcuni giovani ospiti del centro hanno raccontato che le autorità hanno tardato molto a soccorrere le ragazze rimaste prigioniere nel locale dato alle fiamme.

La polizia ha circondato la struttura ed proceduto al trasferimento dei ragazzi in altre strutture appartenenti al sistema penitenziario nazionale, senza tuttavia fornire ancora comunicazioni ufficiali né alle famiglie né ai mezzi di comunicazione.

Il Centro per minori “Vírgen de la Asunción” ospita vittime di violenza familiare, ragazzi di strada, giovani con problemi di droga e prostituzione. In numerose occasioni le famiglie hanno protestato per i metodi brutali utilizzati dall’amministrazione del centro.  Le famiglie dei giovani raccontano di pestaggi, privazioni e anche violenza sessuale da parte degli istruttori.

L’istituto è al centro di un’indagine della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) dal novembre dello scorso anno per il presunto maltrattamento dei giovani ospiti e per ospitare un numero di persone quasi doppio a quello previsto.

La Suprema Corte guatemalteca aveva di recente ordinato al Ministero della sicurezza sociale del paese, proprietario della struttura, la progressiva chiusura del centro.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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