Corea del Nord lancia missili nelle acque del Giappone

Pubblicato il 6 marzo 2017 alle 9:53 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha lanciato 4 missili balistici nel mare vicino alla costa nord-occidentale del Giappone, lunedì 6 marzo, secondo quanto dichiarato dagli ufficiali di Seoul e Tokyo.

Pyongyang aveva promesso misure di contrattacco alle attività militari di Stati Uniti e Corea del Sud nel Mare Cinese Orientale – anche noto come Mare del Giappone – che considera operazioni di preparazione bellica.

L’esercito di Seoul ha dichiarato che i missili oggetto del lancio non sembravano essere missili balistici intercontinentali (ICBM) in grado di raggiungere anche le coste degli Stati Uniti, perché volavano a una velocità media di 1000 km e hanno raggiunto un’altezza massima di 260 km. Secondo il consiglio per la difesa nazionale di Seoul, i missili erano simili a quelli oggetto di test di lancio nel gennaio 2017.

Alcuni dei missili partiti dalla base nord coreana di Tongchang-ri, vicino al confine con la Cina, hanno colpito le acque a 300 km dalla costa nord occidentale del Giappone, vicino la penisola di Oga nella prefettura di Akita, secondo quanto riportato dal ministro alla difesa del Giappone Tonomi Inada.

È la terza volta che i missili nordcoreani raggiungono le acque della zona economica esclusiva del Giappone. La seconda è stata a settembre quando tre missili balistici avevano colpito le acque vicino ad Hokkaido, senza registrare danni a navi o velivoli nella zona.

“Il nuovo lancio mostra chiaramente che la Corea del Nord ha inaugurato una nuova fase di minacce”, ha dichiarato il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe. “I lanci di missili ripetuti da parte della Corea del Nord sono serie azioni provocatorie che minano la sicurezza e violano chiaramente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Non possiamo tollerarlo”.

Il presidente ad interim della Corea del Sud, Hwang Kyo-ahn, ha condannato il lancio dei missili definendoli una provocazione alla intera comunità internazionale e ha ribadito la volontà di installare nei tempi più brevi possibili il sistema di difesa anti-missile statunitense THAAD, nonostante le obiezioni in merito sollevate da Pechino.

“La Corea del Sud e gli Stati Uniti stanno analizzando attentamente quanto accaduto e cercando di ottenere maggiori informazioni”, ha dichiarato un portavoce del governo di Seoul.

Il lancio dei missili è avvenuto durante le operazioni militari congiunte di Seoul e Washington che Pyongyang ha definite un preludio all’invasione e subito dopo l’inizio delle riunioni annuali dell’Assemblea Nazionale del Popolo a Pechino. Quelle che sono note come “le due riunioni” sono i meeting che si tengono annualmente nel mese di marzo e che vedono riuniti tutti i più di 3000 rappresentanti del popolo cinese nella capitale. Quest’anno le due riunioni avranno come fulcro la dimostrazione del controllo sugli affari interni ed esteri da parte del presidente Xi Jinping.

La Cina è uno dei pochi paesi alleati della Corea del Nord, sebbene nel mese di gennaio Pechino abbia deciso, in seguito alle pressioni degli Stati Uniti, di interrompere le importazioni di carbone. Il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Geng Shuang, durante la conferenza stampa di lunedì 6 marzo, ha dichiarato che la Cina si oppone alle violazioni da parte della Corea del Nord delle risoluzioni delle Nazioni Unite in merito alle attività missilistiche. Geng Shuang ha anche fatto appello a tutte le parti coinvolte, compresi Usa e Corea del Sud, perché mantengano il controllo ed evitino azioni provocatorie che hanno il solo fine di aumentare le tensioni regionali.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Missile in lancio. Fonte: Wikimedia Commons.

Missile in lancio. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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