Israele: pubblicato il rapporto sulla guerra del 2014 a Gaza

Pubblicato il 3 marzo 2017 alle 7:07 in Israele Medio Oriente

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Martedì 28 febbraio, il watchdog del governo israeliano ha pubblicato un report che denuncia l’impreparazione dei militari nel contrastare la costruzione di tunnel sotterranei, utilizzati dai militanti di Hamas durante la guerra del 2014 a Gaza.

La relazione evidenzia le criticità sia dell’esercito che del governo, mettendo le due parti l’una contro l’altra. La relazione ha rilevato che l’esercito era a conoscenza della vasta rete di tunnel sotterranei, che Hamas aveva costruito ben prima della guerra, ma ne aveva sottovalutato la pericolosità. Sul piano politico, è emerso che Netanyahu e l’allora ministro della difesa, Moshe Yaalon, consideravano i tunnel una “minaccia strategica”, ma non ne avrebbero messo a conoscenza il resto del Gabinetto di Sicurezza. “Sarebbe preferibile che il Gabinetto delineasse prima gli obiettivi strategici e poi, sulla base di questi, preparasse i militari e i piani operativi per raggiungere tali obiettivi”, è stato sottolineato nel rapporto. Quest’ultimo è stato criticato da Yaloon, secondo cui il rapporto tralascerebbe “considerazioni più ampie” e sarebbe stato “contaminato” dai politici. Ha inoltre aggiunto che il Gabinetto durante i combattimenti sarebbe stato “il peggiore e più irresponsabile che abbia mai conosciuto, fazioso, superficiale e populista”.

La guerra ha rappresentato il culmine di una catena di eventi che si sono susseguiti durante l’estate del 2014. Tutto è iniziato il 12 giugno, quando i militanti di Hamas hanno rapito tre adolescenti israeliane in Cisgiordania. Israele ha reagito arrestando diverse centinaia di membri di Hamas, causando il lancio di decine di razzi su Israele dalla roccaforte dell’organizzazione a Gaza. I corpi delle ragazze sono stati scoperti il 30 giugno e, con l’intensificarsi dei lanci di razzi, Israele ha cominciato il suo assalto a Gaza il 7 luglio.
Durante i 51 giorni di combattimenti, più di 2.200 palestinesi, più della metà dei quali civili, e 74 israeliani sono stati uccisi, secondo le Nazioni Unite. Israele ha contestato il bilancio delle vittime palestinesi, dicendo che molti militanti sono stati contati come civili.

Il sistema di difesa dell’esercito israeliano, chiamato “Iron Dome“, si è dimostrato piuttosto efficace nell’abbattere i proiettili in arrivo sparati da Hamas. I militanti dell’organizzazione sono riusciti a infiltrarsi attraverso i tunnel in territorio israeliano più volte, uccidendo almeno 11 soldati. Una decina di giorni dopo gli scontri, le forze di terra israeliane si sono trasferite a Gaza con l’obiettivo di distruggere i tunnel.

In un comunicato, Netanyahu ha definito l’operazione “un grande successo”. Ha dichiarato che circa 1.000 terroristi erano stati uccisi e migliaia di razzi distrutti. Israele sta agendo “in modo responsabile e in silenzio”, ha aggiunto il primo ministro israeliano.

Anche se Israele ha affermato di aver distrutto 32 tunnel durante i combattimenti, il rapporto di martedì ha evidenziato numerosi difetti nella strategia adottata dallo stato ebraico. Solo la metà dei tunnel sarebbero stati completamente distrutti.

Il leader del partito di opposizione Atid Yesh ed ex membro del Gabinetto di Sicurezza durante la guerra, Yair Lapid, ha affermato che il paese, sotto la guida di Netanyahu, “non è stato adeguatamente preparato” per la guerra.

A Gaza, il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha accusato Israele di aver commesso “crimini di guerra” durante i combattimenti. “Questo governo è un governo del terrorismo capace di utilizzare qualunque mezzo per uccidere i civili palestinesi”, ha affermato. “Tutti coloro che hanno commesso crimini contro il popolo palestinese e contro i civili nella Striscia di Gaza devono essere perseguiti davanti alla Corte penale internazionale (CCI)”.

La CCI ha aperto un’indagine preliminare contro Israele relativo al conflitto. Prima di aprire un’inchiesta sui crimini di guerra a tutti gli effetti, uno dei criteri del CCI è la capacità del paese stesso di indagare e perseguire i propri cittadini. La presenza del rapporto potrebbe quindi aiutare Israele a respingere l’indagine.

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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