Colombia: FARC iniziano processo di consegna delle armi

Pubblicato il 3 marzo 2017 alle 7:17 in America Latina Colombia

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Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha definito come una giornata storica l’inizio del processo di consegna delle armi da parte delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) ai funzionari autorizzati dall’ONU.

Santos ha celebrato l’inizio della transizione da parte dell’organizzazione dalla violenza alla riconciliazione. Il processo fa parte dell’accordo di pace firmato dal gruppo guerrigliero ed il governo colombiano.

Ieri, mercoledì 1 marzo, è stato inoltre approvato un progetto di legge per trasformare le FARC in un partito politico.

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La firma dell’accordo di pace a L’Avana. Fonte: flickr.com

L’avvio del processo di consegna delle armi, fissato a 90 giorni dalla firma dell’accordo di pace, ha avuto luogo ieri, mercoledì 1 marzo. La consegna sarà completata in tre tappe. Nella prima verrà consegnato il trenta percento delle armi. Un altro trenta percento verrà consegnato a 120 giorni dalla firma dell’accordo, mentre il restante 40 percento dopo 150 giorni. L’accordo prevede che per il centottantesimo giorno, vale a dire il prossimo 1 giugno, le FARC dovranno aver ottemperato al loro obbligo di consegnare la totalità delle armi in loro possesso. Le armi saranno registrate dagli osservatori dell’ONU nelle 26 zone in cui si concentrano i circa settemila membri dell’organizzazione guerrigliera.

Secondo l’Alto Commissario per la Pace, Sergio Jaramillo, l’ONU ha disposto per questo processo 450 osservatori provenienti da 13 paesi. Successivamente le armi verranno trasportate al di fuori delle zone in questione ed ogni materiale instabile verrà distrutto.

Con il metallo ricavato dalle armi distrutte verranno costruiti tre monumenti per commemorare l’accordo di pace: uno nella sede dell’ONU, uno in Colombia e un altro a Cuba.

Il presidente Santos, in un evento pubblico per la promozione del turismo in Colombia, ha aggiunto che il governo sta intraprendendo la strada del dialogo anche con L’Ejercito de Liberación Nacional (ELN).

L’ELN, meno di una settimana fa, aveva rivendicato l’attentato contro la polizia di Bogotà avvenuto lo scorso 19 febbraio. Nell’attentato un ordigno carico di 2 Kg di schegge e materiale metallico esplose nel quartiere La Macarena, in pieno centro della capitale, provocando il ferimento di 4 civili e 26 poliziotti, uno dei quali deceduto a causa delle ferite riportate.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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