Giappone difende regolamenti del WTO contro Trump

Pubblicato il 2 marzo 2017 alle 7:04 in Asia Giappone

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Gli Stati Uniti non devono andare contro i regolamenti dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) nel fissare i dazi sule importazioni. Il Giappone è pronto a ribadirlo nei colloqui economici bilaterali. Queste le dichiarazioni del consigliere del PM del Giappone, Shinzo Abe.

Il consigliere Yasutoshi Nishimura ha dichiarato che il Giappone esclude un accordo commerciale bilaterale con gli Stati Uniti, ma i negoziati non inizieranno subito perché Washington sta dando maggiore priorità alla rinegoziazione del North America Free Trade Agreement, l’accordo per il libero scambio commerciale tra Stati Uniti e Canada.

“Non accetteremo alcun dazio che violi i regolamenti del WTO e che sia mirato a creare un sistema di tassazione che promuova l’export”, ha affermato Nishimura durante un’intervista a Reuters. “Siamo convinti che i regolamenti del WTO e il multilateralismo sono importanti e vogliamo spingere perché vengano rispettati.”

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, e il presidente Usa, Donald Trump, si sono accordati, il mese scorso, per la creazione di un nuovo framework per il dialogo economico con lo scopo di discutere di commercio e investimenti infrastrutturali. Non c’è, però, ancora un’agenda chiara per i negoziati.

Trump ha guardato positivamente a un dazio di aggiustamento del 20% proposto dai Repubblicani al Congresso per incrementare le esportazioni, ma non è ancora chiaro se, alla fine, approverà o meno la proposta.

In Giappone c’è preoccupazione sulle linea protezionista inneggiata da Trump. Si teme un ritorno alle frizioni commerciali degli anni ’80, dopo le critiche del Presidente americano alle importazioni di automobili giapponesi, lo scorso gennaio. In seguito, Trump ha ammorbidito la linea, soprattutto durante l’incontro con Shinzo Abe, nel quale i due leader si sono accordati per un nuovo inizio del dialogo economico.

Tokyo vuole evitare il ripetersi degli anni ’80 e ha ricordato a Trump che le relazioni economiche tra Usa e Giappone sono molto cambiate negli ultimi trent’anni. Molte case automobilistiche producono ora molto negli Usa, realtà che crea occupazione sul suolo statunitense, secondo Nishimura. Gli economisti del Giappone sono preoccupati che il nuovo framework possa divenire un teatro per le critiche degli Stati Uniti alla politica monetaria e di easing monetario.

Le frizioni nel commercio tra Usa e Giappone degli anni ’80 si riferiscono agli anni d’oro della crescita economica di Tokyo in cui, in un modo che ricorda molto la Cina odierna, le grandi compagnie nipponiche potevano acquistare con facilità asset negli Stati Uniti. Si tratta di un periodo in cui gli Usa temevano il Giappone potesse essere un rivale per il primato economico mondiale. Un’epoca conclusa da tempo, vista la recente stasi dell’economia nipponica.

Bandiera del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, Fonte: Flickr

Bandiera del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, Fonte: Flickr

di Redazione

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