L’ELN rivendica l’attentato di Bogotà e minaccia il processo di pace

Pubblicato il 28 febbraio 2017 alle 14:50 in America Latina Colombia

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Nell’attentato, rivolto contro la polizia di stanza presso la Plaza de Toros della capitale colombiana, rimasero ferite 30 persone, una delle quali successivamente deceduta.

L’Ejercito de Liberación Nacional (ELN) ha rivendicato ieri, 27 febbraio, l’attentato contro la polizia di Bogotà. Lo scorso 19 febbraio un ordigno carico di 2 Kg di schegge e materiale metallico esplose nel quartiere La Macarena, in pieno centro della capitale, provocando il ferimento di 26 poliziotti e 4 civili. Uno dei poliziotti feriti è deceduto lo scorso mercoledì 22 a causa delle conseguenze dell’esplosione.

Il governo di Juan Manuel Santos e l’organizzazione guerrigliera avevano intavolato agli inizi di febbraio i negoziati di pace. Obiettivo era la pacificazione completa della Colombia dopo l’accordo raggiunto dal governo e dalle FARC, Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, il primo e più numeroso gruppo guerrigliero del paese.

Bandiera della Colombia. Fonte: Wikipedia

Bandiera della Colombia. Fonte: Wikipedia

Se l’ELN crede che con atti terroristici come quello di La Macarena, di cui rivendica l’autorità con cinismo, riesca a mettere pressione al governo e ottenere un cessate il fuoco si sbaglia di grosso, – ha dichiarato Juan Camilo Restrepo, capo del team di negoziatori del governo – il cessate il fuoco si raggiungerà se e quando l’ELN comprenderà che bisogna spegnere e non rinfocolare il conflitto.

Nel comunicato con cui rivendica l’attentato, l’ELN giustifica l’azione reclamando la dissoluzione della Squadra Antisommossa della polizia nazionale. “È un corpo di polizia incaricato di reprimere le manifestazioni sociali nelle campagne e nelle città – si legge nel comunicato reso pubblico sul sito dell’organizzazione – rispondendo con la guerra alle richieste avanzate dalla società”.

In precedenza il Ministro della Difesa della Colombia, Luis Carlos Villegas, aveva avanzato l’ipotesi che dietro l’esplosione vi fosse l’ELN, dopo l’arresto di due persone legate alla guerriglia sospettate di aver preso parte all’attentato. Tuttavia il gruppo guerrigliero ha atteso oltre una settimana prima di rivendicare l’azione.

Il capo dei negoziatori Restrepo ha dichiarato che le possibilità di raggiungere un cessate il fuoco si allontanano. Il Presidente Juan Manuel Santos, che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi negoziatori, non ha ancora commentato la notizia, ma rivolgendosi ad un gruppo di imprenditori li ha invitati ad avere fiducia nel paese, assicurando che ogni timore legato al processo di pace è infondato.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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