PM turco: “sì” al referendum costituzionale per sconfiggere il terrorismo

Pubblicato il 27 febbraio 2017 alle 18:13 in Medio Oriente Turchia

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Binali Yıldırım, primo ministro turco, ha dichiarato che tutte le organizzazioni terroristiche ostili alla Turchia potrebbero essere finalmente debellate qualora la nuova Costituzione venisse approvata dal popolo turco, a cui chiede di votare “sì” al referendum costituzionale, previsto per il prossimo 16 aprile.

Il 26 febbraio, in occasione della prima manifestazione ufficiale per il “sì” al referendum costituzionale, promossa dal partito di governo AKP (“Partito per la Giustizia e lo Sviluppo”) con l’appoggio del Partito del movimento nazionalista (MHP), e organizzata nel distretto Kahramankazan di Ankara, Yıldırım ha affermato che la nuova carta costituzionale consentirà al paese di sbarazzarsi dell’organizzazione terroristica Fetullahista (FETÖ), del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e dell’ISIS (da lui indicato con l’acronimo arabo Daesh).

Bandiera della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Non è un caso che l’AKP abbia scelto Kahramankazan per la sua prima campagna referendaria a favore del “sì”. La base aerea Akıncı, quartier generale del fallito colpo di stato del 15 luglio 2016, si trovava proprio in quel distretto, il cui nome originario, Kazan, è stato ufficialmente cambiato in Kahramankazan (“l’eroico Kazan”), per commemorare le persone uccise la notte del 15 luglio, nel tentativo di resistere ai soldati responsabili del fallito coup.

Il primo ministro ha fatto sapere che il popolo turco non accetterà di continuare a vivere nel terrore. Pertanto, Yıldırım spera in un futuro migliore per la Turchia, e auspica di poter vedere bambini che fanno volare gli aquiloni in cielo, anziché aerei da guerra in sorvolo nello spazio aereo turco. Secondo il primo ministro turco, la nuova Costituzione assicurerà alla Turchia concrete prospettive di stabilità, pace e prosperità.

In risposta alle critiche secondo cui la nuova carta costituzionale porterà al governo di uno solo, Yıldırım avrebbe detto: “Come potrebbe essere altrimenti? Avete mai visto due capitani al timone di una nave?”.

Inoltre, il primo ministro turco ha chiesto agli elettori del Partito democratico del popolo (HDP) e del partito repubblicano del popolo (CHP), sostenitori della campagna per il “no”, di unirsi al voto per il “sì” e di abbandonare le divergenze politiche per il bene e nell’interesse generale del paese.

In realtà, l’AKP ha lanciato la propria campagna referendaria il 25 febbraio, nell’Arena Stadium di Ankara. L’imponente complesso sportivo, decorato per l’occasione con bandiere turche e gigantografie di Mustafa Kemal Atatürk, dell’attuale Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e del primo ministro Yıldırım, è stato presidiato da 6.500 poliziotti, al lavoro per garantire la sicurezza dello stadio e delle strade circostanti. Nel corso dell’appuntamento pubblico, Yıldırım ha illustrato alla folla i 18 punti della riforma costituzionale ed ha precisato che tale riforma rappresenta il coronamento di un progetto avviato nel 2007, anno in cui il referendum costituzionale del 21 ottobre aveva sancito l’elezione diretta del presidente turco per un mandato di cinque anni, con possibilità di rielezione.

di Redazione

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