L’Iran sviluppa nuove tecnologie missilistiche

Pubblicato il 25 febbraio 2017 alle 8:00 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nel corso di un evento pubblico, svoltosi a Noushahr, città centro-settentrionale dell’Iran, il Generale Hossein Dehqan, ministro della difesa iraniano, ha ribadito l’intenzione dell’Iran di aumentare la portata e la precisione dei propri missili balistici a lungo raggio.
Secondo Dehqan, lo sviluppo di nuove tecnologie legate all’industria della difesa consentirà al paese di reagire a qualsiasi tipo di minaccia e di sventare eventuali complotti contro la Repubblica Islamica.
Il ministro della difesa iraniano ha altresì sottolineato che Teheran non vuole interrompere il proprio programma missilistico per paura della probabile reazione ostile di Washington.
A seguito dell’inaugurazione del lancio di un missile balistico iraniano a medio raggio, avvenuto lo scorso 29 gennaio, gli Stati Uniti avevano richiesto l’avvio di consultazioni urgenti in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tenutesi il 31 gennaio.
In quell’occasione, Danny Danon, rappresentante permanente di Israele presso le Nazioni Unite, aveva accusato l’Iran di aver violato una serie di risoluzioni ONU poiché, a suo parere, i missili balistici utilizzati nel test possedevano capacità nucleari.
Il giorno successivo, la Casa Bianca, tramite una dichiarazione rilasciata da Mike Flynn, ex consigliere alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, aveva fatto sapere che l’Iran sarebbe stato posto “sotto attenzione”, per consentire l’avvio di un’investigazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In un commento pubblicato su Twitter, il presidente americano Donald Trump aveva chiarito la propria posizione in merito alla questione, definendo il test balistico iraniano il risultato dell’accordo nucleare, a suo avviso, uno dei peggiori errori dell’ex amministrazione.
Secondo alcuni funzionari dei servizi segreti americani, il governo iraniano, nei giorni successivi al test, avrebbe rapidamente sgomberato il sito utilizzato per il test, accingendosi a preparare, prima che fosse rimosso, un altro missile sulla stessa piattaforma di lancio, nei pressi di Semnan, a circa 140 miglia ad est di Teheran.
Washington aveva quindi invitato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ad esaminare la controversia sul test balistico. Secondo gli americani, il test sarebbe stato effettuato in

Missile in lancio. Fonte: Wikimedia Commons.

violazione della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, base legale dell’accordo nucleare internazionale siglato il 14 luglio 2015 a Vienna tra l’Iran e sei potenze mondiali.
La risoluzione 2231 impone all’Iran, fino a otto anni dall’implementazione dell’accordo, di “non svolgere alcun tipo di attività riguardante missili balistici in grado di portare testate nucleari” e vieta al paese di ricorrere alla tecnologia applicata ai missili balistici per effettuare i test di lancio.
Lo scorso 1 febbraio, la Repubblica Islamica ha replicato alle accuse mossegli da Washington affermando che il lancio del missile sarebbe in linea con la dottrina di difesa convenzionale. Pertanto, non sarebbe in contrasto né con la suddetta risoluzione ONU, né con altre risoluzioni internazionali. Denqan ha precisato che i missili non sono stati costruiti per portare testate nucleari e saranno impiegati dall’Iran a scopo strettamente difensivo; di conseguenza, saranno utilizzati per la difesa legittima del territorio nazionale, come previsto dall’accordo sul nucleare iraniano.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.