Il Ruanda conta su Donald Trump per sostenere il settore minerario

Pubblicato il 24 febbraio 2017 alle 18:00 in Africa Ruanda

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Il Ruanda è favorevole alla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di sospendere la legge Dodd Frank che farebbe risparmiare 4 milioni di dollari all’anno all’industria mineraria.

Il Dodd Frank Act è una riforma adottata da Barack Obama nel 2010 in risposta alla crisi finanziaria del 2008. La legge contiene alcune disposizioni relative all’uso dei minerali per finanziare i conflitti armati nella Repubblica democratica del Congo. Infatti, la legislazione è stata pensata per dare stabilità ai paesi ricchi di minerali, come quelli nella regione dei Grandi Laghi – Burundi, Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, che spesso sono protagonisti di violenti scontri per l’accaparramento delle risorse minerarie. I profitti vengono ricavati sopratutto dall’esportazione dei minerali come lo stagno, il tungsteno, il tantalio e l’oro.

La legge ha anche lo scopo di monitorare la provenienza delle materie prime per assicurare che il commercio delle risorse naturali non finanzi le guerre tribali. Infatti, il Dodd Frank Act ha imposto alle società statunitensi di rivelare pubblicamente l’acquisto e l’utilizzo dei minerali importati dall’Africa.

Il meccanismo è stato pensato per prevenire i violenti conflitti scatenati dal commercio illecito dei minerali, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo.

Tuttavia, secondo una fonte governativa ruandese, questa legge è discriminatoria poiché non riconosce gli sforzi intrapresi dai singoli paesi per contrastare le pratiche minerarie illegali e le misure adottate per garantire la tracciabilità del minerale. La fonte governativa ha dichiarato che: “Tali meccanismi internazionali non considerano l’impatto negativo sul settore minerario del paese”.

Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per sospendere il Dodd Frank Act per due anni sostenendo che la legge limita la crescita della produzione manifatturiera negli Stati Uniti. Il presidente ha chiesto alla sua amministrazione di redigere una legge alternativa che non ostacoli il settore manifatturiero statunitense ma che possa tuttavia contenere il conflitto armato nella regione dei Grandi Laghi.

Secondo alcuni critici una sospensione della legge aumenterà la possibilità di instabilità nei paesi con più risorse minerarie, come la Repubblica Democratica del Congo. Il Ruanda, tuttavia, sarebbe sollevato da una normativa che ha aumentato il costo del settore minerario e di conseguenza peggiorato le condizioni lavorative dei minatori.

L’industria mineraria in Ruanda è specializzata in minerali come la latta, il tantalio e il tungsteno. Nel 2010, il Ruanda ha guadagnato circa 67 milioni di dollari con l’esportazione di minerali costituendo circa il 14% delle esportazioni totali del paese. Il commercio di minerali è la principale fonte di guadagno delle esportazioni del paese.

Bandiera del Ruanda. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera del Ruanda. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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