Esplosione a Lahore: smentita la pista terroristica

Pubblicato il 24 febbraio 2017 alle 16:39 in Asia Pakistan

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Una forte esplosione ha scosso la città di Lahore, capoluogo della provincia nord-orientale del Punjab, in Pakistan, dove ieri 8 persone sono rimaste uccise e 21 sono rimaste ferite. L’esplosione, avvenuta presso l’edificio in costruzione della Defence Housing Authority (DHA), in un’area benestante e residenziale della città, ha colpito un mercato affollato di persone, distruggendo quattro macchine e dodici motociclette. Poliziotti hanno circondato l’area per accertare le cause del grave incidente.

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Dalle prime ricostruzioni dell’accaduto, risultava che l’esplosione fosse riconducibile a un generatore elettrico. Anche il governo del Punjab aveva mandato un breve tweet di conferma. Tuttavia, la polizia di Lahore e il Dipartimento anti-terrorismo del Punjab sostenevano che l’esplosione fosse stata originata da una bomba. La polizia pachistana aveva infatti rilevato l’impiego di 20-25 chilogrammi di materiale esplosivo. Le fonti di polizia ritenevano che la bomba, posta all’interno dell’edificio Z del DHA, fosse stata azionata da un timer a distanza. Le autorità locali temevano che alcune persone fossero rimaste intrappolate nell’edificio, in cui si presumeva fosse stata piazzata la bomba.

Nel corso delle operazioni di intervento e soccorso, era stata diffusa, ma subito smentita, la notizia di una seconda esplosione a Lahore, nell’area di Gulberg.

Rana Sanaullah, ministro della giustizia del Punjab, ha dichiarato che, in realtà, la “misteriosa” esplosione sarebbe stata causata da una fuga di gas. In occasione di una conferenza stampa svoltasi a Lahore, Sanaullah ha spiegato che la causa dell’esplosione di ieri non può essere riconducibile alla presenza di materiale esplosivo ovvero a un attacco terroristico. Secondo gli esperti del laboratorio di scienza forense, l’esplosione sarebbe avvenuta ieri mattina, alle ore 11:17, nell’Alferno Café, locale ancora in costruzione situato al piano terra dell’edificio. Al momento dell’esplosione, il proprietario del bar, Moazzam Paracha, e oltre 20 impiegati, si trovavano all’interno del locale.

Nel frattempo, Azam Suleman, segretario interno del Punjab, ha fatto sapere che l’ufficio stampa dell’esercito pachistano (Inter-Services Public Relations – ISPR) nega l’attendibilità di una serie di messaggi audio, diffusi dai media nazionali, secondo i quali alcuni membri dell’esercito avrebbero avvisato i civili dell’esistenza di concrete minacce alla sicurezza. Mushtaq Sukhera, ispettore generale della polizia del Punjab, ha anche smentito le voci circolate sui social media, secondo cui la polizia avrebbe ricevuto l’ordine di sparare a vista.

Da metà febbraio, il Pakistan è alle prese con una lunga serie di attentati terroristici ad opera di gruppi insurrezionalisti armati, che hanno finora causato la morte di almeno 130 persone e il ferimento di altre centinaia. Jamaat-ul-Ahrar, gruppo armato pachistano legato ai Talebani, ha rivendicato l’attacco suicida del 13 febbraio nel centro di Lahore, dove sono rimaste uccise 13 persone, la maggior parte delle quali erano membri delle forze di polizia. Il 16 febbraio, almeno 88 persone, tra cui donne e bambini, sono morte e oltre 200 sono rimaste ferite a seguito del sanguinoso attacco suicida contro il tempio Sufi di Lal Shahbaz Qalandar a Sehwan, nella provincia del Sindh. Quest’ultimo attentato è stato rivendicato dal gruppo ISIS-Khorasan Province.

Ieri l’esercito pachistano ha lanciato una nuova operazione anti-terrorismo, chiamata Radd-ul-Fasaad (“eliminazione del male”), per far fronte alla crescente minaccia terroristica che sta investendo l’intero paese.

di Redazione

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