Sudafrica: dichiarato incostituzionale l’atto di recesso dalla CPI

Pubblicato il 22 febbraio 2017 alle 19:23 in Africa Sudafrica

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La richiesta del governo sudafricano di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale (CPI) è stata giudicata incostituzionale dalla Corte Suprema.

La Corte Suprema sudafricana ha ordinato al governo di revocare immediatamente la notifica di recesso dalla CPI. L’atto è stato dichiarato incostituzionale in quanto non è stato approvato formalmente dall’assemblea nazionale.

La Corte Suprema si è espressa in favore della richiesta di Alleanza Democratica (AD), gruppo parlamentare di opposizione, di annullare la notifica di recesso e indire una seduta parlamentare per deliberare sulla possibilità di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale.

La decisione del governo sudafricano di volersi ritirare dalla CPI è stata notificata alle Nazioni Unite nell’ottobre 2016 dopo una disputa avvenuta con la Corte riguardo all’arresto dell’ex-presidente del Sudan, Omar al-Bashir. Il presidente sudanese, che si trovava in Sudafrica, era stato accusato dalla Corte Penale Internazionale di aver commesso crimini contro l’umanità. Tuttavia, le autorità sudafricane si sono rifiutate di arrestare il presidente Bashir, ignorando il mandato di arresto della CPI, poiché, essendo un capo di Stato, godeva dell’immunità diplomatica.

Il Sudafrica intende ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale (CPI) poiché ritiene che i paesi africani vengano discriminati rispetto alle altre nazioni.

La Corte Penale Internazionale è stata più volte accusata, da alcuni leader africani, di essere razzista o imperialista. Nove casi su dieci hanno come oggetto di indagine presunti crimini in Africa. La controversia riguardo il presidente Bashir è solo una delle numerose dispute che sono considerate da molti leader Africani come ingiuste e discriminatorie.

Nel 2016 oltre il Sudafrica, anche Gambia e Burundi hanno dichiarato l’intenzione di ritirarsi dalla CPI. Tuttavia il nuovo presidente del Gambia, Adama Barrow, ha annunciato recentemente l’intenzione di voler rimanere sotto la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.

La sentenza della Corte Suprema è stata una sconfitta per il governo del presidente sudafricano Jacob Zuma. Tuttavia il Ministro della giustizia, Michael Masutha, ha dichiarato che il recesso dalla CPI è una decisione politica che spetta al governo e ha aggiunto che gli sforzi per uscire dalla CPI non finiranno qui.

L’Alleanza Democratica (AD), il partito di opposizione che ha portato la causa in tribunale, ha accolto con favore la sentenza della Corte. Il parlamentare James Selfie ha dichiarato che: “Il recesso dalla CPI è irrazionale. Noi volgiamo rimanere membri della CPI perché crediamo che sia in linea con la nostra costituzione e con l’eredità che ci ha lasciato Nelson Mandela”.

La Corte Penale Internazionale è nata il 1 luglio 2002 ed è composta da 124 stati membri. È un tribunale internazionale con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. La competenza della Corte è limitata ai crimini internazionali quali il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra.

Corte Penale Internazionale con sede all'Aia, Paesi Bassi. Fonte: Wikimedia Commons

Corte Penale Internazionale con sede all’Aia, Paesi Bassi. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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