Immigrazione: a marzo, secondo incontro commissione italo-libica a Roma

Pubblicato il 15 febbraio 2017 alle 9:29 in Europa

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Il portavoce della marina libica, Generale Ayoub Omar Qassem, ha riferito che la commissione italo-libica si riunirà a Roma a marzo.

La commissione, incaricata di organizzare operazioni congiunte per combattere l’immigrazione illegale, si è incontrata per la prima volta lunedì, a Tripoli. Nell’occasione, sono state discusse diverse questioni, tra cui la consegna di nuove imbarcazioni alla Libia destinate alla polizia e alla guardia costiera. Roma e Tripoli mirano a intervenire al più presto per scoraggiare l’immigrazione clandestina. “Se l’Italia supporta la Libia nel rimpatriare le persone direttamente dopo il loro arresto, probabilmente l’immigrazione diminuirà”, ha riferito Qassem, aggiungendo che i due paesi devono rimandare i migranti illegali nei loro Stati di provenienza entro una settimana dopo l’arresto. Ad avviso del generale, l’accordo con l’Italia costituisce un primo passo verso una cooperazione con l’Europa “egoista”, senza la quale è difficile ottenere risultati soddisfacenti.

Intanto, ieri, Amnesty International ha riferito che, a quasi un anno dall’accordo sull’immigrazione tra UE e Turchia, “i rifugiati vivono in condizioni squallide e pericolose” e che un simile patto “non deve essere replicato con nessun altro paese”. In un report intitolato “Blueprint of Despair”, Amnesty International ha documentato le violazioni dei diritti umani che i rifugiati stanno subendo in Turchia. “L’accordo UE-Turchia è stato un disastro per migliaia di individui che sono rimasti in un limbo infernale”, ha spiegato Gauri van Gulik, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa, aggiungendo che “è impossibile pensare che i leader europei abbiano ritenuto il patto un successo”.

L’accordo tra l’UE e la Turchia è stato firmato dai capi dei 28 paesi dell’Unione e dal primo ministro turco, Ahmet Davutoğlu, con l’obiettivo di fermare i migranti prima di entrare in Europa, al di là dell’Egeo, e di rimandare indietro quelli non idonei a ricevere il diritto di asilo. L’attuazione del piano ha portato alla chiusura della rotta balcanica e all’intensificazione della lotta contro l’attività dei trafficanti di esseri umani.

Migranti a bordo di un'imbarcazione. Fonte: Flickr

Migranti a bordo di un’imbarcazione. Fonte: Flickr

di Redazione

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