Vertice turco-saudita a Riyad

Pubblicato il 14 febbraio 2017 alle 19:37 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Re Salman, sovrano dell'Arabia Saudita. Fonte: Flickr/Wikimedia Commons (2013)

Re Salman, sovrano dell’Arabia Saudita. Fonte: Flickr/Wikimedia Commons (2013)

Il re Salman bin Abdulaziz Al Saud, sovrano dell’Arabia Saudita, ha ricevuto a Palazzo Yamama il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan per una seduta ufficiale di colloqui. Nel corso dell’incontro, re Salman e il Presidente Erdoğan hanno discusso le possibili strategie di rafforzamento dei rapporti bilaterali e gli ambiti di possibile collaborazione tra i due paesi; inoltre, hanno analizzato alcune questioni di rilevanza regionale e internazionale.

La delegazione saudita includeva il Principe saudita Faisal bin Bandar, governatore di Riyad, il Principe Mansur bin Mut’ab, Ministro di Stato e Consigliere di re Salman, il Principe Mut’ib bin ‘Abd Allah, Ministro della Guardia Nazionale, il Principe ereditario Muhammad bin Nayef, Vice Primo ministro dell’Arabia Saudita e Ministro dell’Interno, Muhammad bin Salman, vice principe ereditario, secondo vice Primo Ministro e Ministro della Difesa, Ibrahim bin ‘Abd al-Aziz al-‘Assaf, altri ministri sauditi e l’Ambasciatore dell’Arabia Saudita in Turchia Walid al-Khiraigi. Erdoğan era accompagnato da una delegazione di alto livello, composta da alcuni ministri turchi e da Yunus Demirer, Ambasciatore della Turchia presso il Regno dell’Arabia Saudita.

Erdoğan aveva appena concluso la sua visita in Bahrain, prima tappa del suo tour regionale, che lo porterà anche in Qatar, paese amico con cui la Turchia mantiene buoni rapporti, e dove ha sede una base militare turca. Prima di partire per il suo tour del Golfo, Erdoğan ha fatto sapere che le truppe turche e i ribelli siriani ad esse alleati sono entrati nella città di Al-Bab, ultima roccaforte dell’ISIS nella provincia siriana di Aleppo. In Bahrain, paese filo-saudita, il Presidente turco ha incontrato re Hamad e altri ufficiali governativi. A Manama, Erdoğan ha chiesto l’istituzione di “safe zones” nel nord della Siria per accogliere i rifugiati siriani in fuga dal conflitto.

Nell’aprile 2016, re Salman fece visita a Erdoğan, il quale lo aveva insignito della medaglia di Stato. In seguito, la Turchia ha cominciato a ospitare aerei da guerra sauditi presso la base aerea di Incirlik, nell’ambito delle operazioni militari anti-ISIS a guida statunitense.

Ankara ha preso parte come mediatore ai colloqui di Astana sulla Siria, insieme a Mosca e Tehran. Il Kazakistan ha recentemente proposto una nuova tornata di colloqui nella capitale kazaka, in attesa della Conferenza di Ginevra, promossa dall’ONU, prevista per il prossimo 23 febbraio.

Nel frattempo, Riyadh e Ankara sperano di stringere ottime relazioni con l’amministrazione Trump. La presidenza Obama non era gradita alla Turchia perché gli Stati Uniti sostenevano le milizie curde siriane, che Ankara ritiene appartengano a un movimento terroristico. I sauditi invece non vedevano di buon occhio il riavvicinamento americano all’Iran, culminato nell’accordo sul nucleare iraniano del novembre 2016.

di Redazione

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