ONU condanna i crimini in Sud Sudan: generale delle Forze armate si dimette

Pubblicato il 14 febbraio 2017 alle 8:00 in Africa Sud Sudan

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Un generale delle Forze armate nazionali si è dimesso in segno di protesta contro le atrocità commesse dal regime del presidente Salva Kiir, condannato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per la guerra civile etnica che ha scatenato in Sud Sudan.

Il generale Thomas Cirillo Swaka sostiene che Salva Kiir, capo del gruppo etnico Dinka, abbia commesso crimini contro l’umanità nel corso della campagna di pulizia etnica che sta svolgendo in Sud Sudan. Inoltre, Swaka ha scritto una lettera in cui condanna la condotta disumana del presidente Salva Kiir e dei comandanti dell’esercito nazionale del paese (Sudan People’s Liberation Army), accusando il presidente, nonché i suoi sostenitori, di aver trasformato l’esercito nazionale in una forza “tribale” che commette crimini contro l’umanità, come l’uccisione sistematica di civili, rapimenti e incendi di villaggi. Salva Kiir è inoltre accusato di perseguire nel suo programma politico “pulizia etnica” e  “spostamenti forzati di persone”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha condannato fermamente le incessanti lotte in Sud Sudan e ha richiesto alle parti coinvolte l’immediato cessate il fuoco. Dopo aver consultato i recenti rapporti che attestano i crimini commessi come le uccisioni di civili, la violenza sessuale, la distruzione di abitazioni e la violenza etnica, il Consiglio ha espresso grandi preoccupazioni riguardo alla crisi umanitaria che si sta verificando nel paese e ha esortato il Governo di Transizione di Unità Nazionale ad adottare delle misure preventive per assicurare la cessazione di suddetti crimini. Un’altra fonte di preoccupazione è rappresentata dagli 84.000 individui sfollati che hanno lasciato il paese dall’inizio del mese di gennaio.

Le Nazioni Unite hanno proposto di stanziare 1.6 miliardi di dollari per fronteggiare il peggioramento della situazione umanitaria nel Sudan del Sud a causa dell’escalation del conflitto, del declino economico e delle condizioni climatiche che stanno mettendo in ginocchio lo Stato. I soldi forniranno assistenza e protezione a 5.8 milioni di persone in tutto il paese. Tuttavia, le organizzazioni umanitarie stimano che circa 7.5 milioni di individui hanno bisogno di assistenza umanitaria tra cui 3.4 milioni di sfollati che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case dall’inizio del conflitto, nel dicembre 2013.

Dopo aver guadagnato l’indipendenza dal Sudan nel 2011, il Sud Sudan è entrato in una guerra civile tra i due gruppi etnici maggioritari: la tribù Dinka, fedeli al governo dell’attuale presidente Salva Kiir, e il gruppo Nuer, che risponde a Riek Machar, ex-vicepresidente del paese. Il conflitto ha provocato più di 10 mila vittime e 3 milioni di sfollati. L’operazione di peacekeeping dell’ONU ha stanziato più di 12.000 uomini per promuovere la missione di pace.

Salva Kiir Mayardit. Fonte: Wikimedia Commons

Salva Kiir Mayardit. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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