Ministro degli Interni croato: i migranti non vogliono venire in Croazia

Pubblicato il 13 febbraio 2017 alle 9:54 in Balcani Europa

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Il ministro degli interni croato Vlaho Orepic ha riferito che, nonostante la Croazia rispetti i propri obblighi verso l’UE in fatto di accoglienza, i migranti non considerano il paese una destinazione definitiva.

“La Croazia supporta la politica comune di sicurezza dell’Unione Europea e sta lavorando a stretto contatto con le autorità dell’UE, come Frontex e la European Border and Coast Guard Agecnty”, ha spiegato Orepic, aggiungendo che “i migranti non vogliono venire in Croazia”. Il ministro ha riferito che, fino ad oggi, sono state accolte 19 persone in linea con le politiche dell’UE, mentre 30 rifugiati sono attesi dalla Grecia e altri 20 dall’Italia. “Per i migranti la Croazia è solo un paese di passaggio”, ha spiegato Orepic, il quale ha smentito le indiscrezioni riguardo alle pessime condizioni del centro di accoglienza vicino a Zagreb: “Le persone che si trovano presso il centro rifugiati di Porin vivono in ottime condizioni, migliori di quelle di molti cittadini croati, le accuse sono infondate”.

Ad avviso del ministro, la Croazia sta proteggendo i confini in maniera soddisfacente, combattendo il traffico di esseri umani, ma è molto importante la collaborazione con gli Stati vicini per meglio gestire la questione. L’Ungheria e la Slovenia hanno piazzato recinti lungo i propri confini per impedire ai migranti di entrare all’interno dei paesi. A tal riguardo, Orepic ha commentato: “Non si risolve alcun problema mettendo le barriere, bisogna controllare le frontiere e aiutare le persone in cerca di protezione sulla base del mutuo rispetto, in quanto i migranti devono accettare le nostre regole, mentre noi dobbiamo rispettare i loro bisogni.”

L’International Organization for Migration (OIM) ha riportato che, dall’inizio del 2017 al 9 febbraio, non sono stati registrati  nuovi arrivi in Croazia. Alla fine del 2016, 102,275 migranti sono entrati nel paese attraverso in confine con la Serbia senza essere registrati al Winter Reception and Transit Centre di Slavonski Brod (WRTCSB). Attualmente, in Croazia ci sono due centri di accoglienza attivi, a Zagreb e a Kutina, i quali possono ospitare rispettivamente 600 e 100 persone, mentre sono funzionanti due chekpoint per l’entrata nel paese, posizionati uno a Dobova, al confine con la Slovenia, e l’altro a Tovarnik Sid, al confine con la Serbia.

Bandiera della Croazia. Fonte: Pixabay

Bandiera della Croazia. Fonte: Pixabay

di Redazione

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