Incontro di stato tra Donald Trump e Shinzo Abe

Pubblicato il 13 febbraio 2017 alle 12:17 in Asia Giappone

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro del Giappone Shinzo Abe e il presidente Usa Donald Trump hanno discusso di commercio, Mar Cinese Orientale e difesa, durante la visita di stato del PM del Giappone a Washington, iniziata venerdì 10 febbraio.

Durante la conferenza stampa che ha seguito gli incontri bilaterali tra Shinzo Abe e Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti ha evitato di ripetere le accuse al Giappone che erano state parte integrante della sua campagna elettorale. Trump, in primo luogo, accusava le aziende giapponesi, soprattutto quelle del settore automobilistico, di rubare importanti posti di lavoro ai cittadini americani. La seconda accusa che muoveva a Tokyo era di non spendere abbastanza per la tutela della sua sicurezza nazionale e di appoggiarsi troppo agli aiuti provenienti dagli Usa.

La linea che ha tenuto il presidente dopo gli incontri con Abe è stata più moderata. “Continueremo a impegnarci per la sicurezza del Giappone e delle aree sotto il suo controllo amministrativo. Continueremo a lavorare per rafforzare la nostra alleanza che è fondamentale”, ha dichiarato Trump durante la conferenza stampa congiunta. In un comunicato congiunto Usa-Giappone, gli Stati Uniti hanno riaffermato la loro volontà di difendere il Giappone facendo ricorso a mezzi nucleari e militari. Una dichiarazione che segna una vittoria per Shinzo Abe che era giunto a Washington con il desiderio di creare fiducia e amicizia con il nuovo leader degli Stati Uniti e di rafforzare un’alleanza storica. L’alleanza con gli Usa è fondamentale per il Giappone, soprattutto in questo momento in cui la crescita dell’influenza e della presenza militare della Cina nel Sud-Est Asiatico è sempre maggiore.

Lo stesso comunicato congiunto tocca anche la delicata situazione della sovranità sulle isole Senkaku, Diaoyu in cinese, un arcipelago del Mar Cinese Orientale conteso tra Cina e Giappone. Usa e Giappone, nel documento, ribadiscono la sovranità di quest’ultimo sulle isole, come sancito dall’articolo 5 del trattato sulla sicurezza tra Usa e Giappone. La Cina non ha accolto favorevolmente le dichiarazioni di Abe e Trump. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino ha affermato che il governo della RPC “è seriamente preoccupato e si oppone fermamente” alle rivendicazioni del Giappone sulle isole che sono parte del territorio cinese fin dai tempi più antichi. “Non importa cosa dicano o facciano, niente può cambiare il fatto che le isole Diaoyu appartengono alla Cina e non niente può cambiare la determinazione del mio paese nel proteggere la sua sovranità e il suo territorio”, ha aggiunto il portavoce Geng Shuang. Gli Stati Uniti e il Giappone dovrebbero evitare commenti che possano complicare la delicata situazione nel Mar Cinese Orientale e avere un impatto negativo sulla pace e la stabilità della regione, ha concluso il portavoce.

Se sulla sicurezza e sulla difesa l’accordo è stato raggiunto, lo stesso non vale per gli accordi sul commercio. Trump, a pochi giorni dall’insediamento, ha firmato l’uscita del suo paese dall’accordo per la costruzione di una zona di libero scambio nella zona del Pacifico, il TPP (Transpacific Partership). Abe ha tentato di far cambiare idea al presidente degli Usa nelle settimane precedenti all’incontro, ma ora ha comunicato che Giappone e Usa si sono accordati per creare un nuovo quadro per il dialogo economico.

Incontro tra il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe e il presidente americano Donald Trump

Incontro tra il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe e il presidente americano Donald Trump

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.