Immigrazione: il Giappone è restio ad accettare i rifugiati

Pubblicato il 10 febbraio 2017 alle 14:43 in Asia Giappone

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Il Giappone ha accettato soltanto 28 rifugiati nel corso del 2016, nonostante il numero da record delle richieste di asilo, secondo un comunicato diffuso dal governo.

Nel 2016, 10.901 persone hanno chiesto asilo in Giappone, con un incremento del 44% rispetto all’anno precedente. Dei 28 rifugiati accettati, sette provenivano dall’Afghanistan, 4 dall’Etiopia e 3 dall’Eritrea, secondo quanto documentato da Reuters. Non è chiaro se vi fossero dei Siriani tra i rifugiati che hanno presentato domanda o che hanno ottenuto l’asilo.

L’immigrazione è un argomento controverso in Giappone, dove l’omogeneità culturale ed etnica è molto forte, anche  in un momento storico in cui la popolazione è in fase di invecchiamento e la forza lavoro in diminuzione. Nonostante sia attivo come donatore per le organizzazioni internazionali per gli aiuti ai profughi, il Giappone è riluttante nell’ammorbidire le sue politiche sull’asilo politico.

Human Rights Watch ha definito il numero di richieste d’asilo concesse dal Giappone “trascurabile” e ha chiesto al paese di accettare un numero maggiore di rifugiati e di rafforzare le misure a tutela dei lavoratori migranti.

Il Giappone, da gennaio a settembre 2016, è stato il maggiore donatore dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu, versando165 miliardi di dollari. Il premier del Giappone, Shinzo Abe, si è impegnato a garantire 2,8 miliardi di dollari per tre anni per aiutare a risolvere la crisi globale dei rifugiati. Tokyo accoglierà anche 150 studenti provenienti dalla Siria con le loro famiglie, grazie a un programma di borse di studio.

L’impegno non è però sufficiente, secondo le organizzazioni per i diritti umani che criticano la riluttanza del Giappone nell’accettare più rifugiati. Il Ministero della Giustizia, che si occupa delle domande di asilo dei rifugiati, ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito alle cifre diffuse dal comunicato governativo.

La maggioranza delle domande d’asilo per il Giappone sono state presentate da cittadini dell’Indonesia, seguiti da quelli del Nepal, delle Filippine e della Turchia. Oltre i 28 rifugiati a cui è stato garantito l’asilo, 97 persone, pur senza il riconoscimento di status di rifugiati, hanno ottenuto la residenza per ragioni umanitarie.

Il problema dell’invecchiamento della popolazione e la diminuzione della forza lavoro, che va avanti dal 1991, costringe il Giappone a pensare a delle modalità per garantire l’ingresso al paese ai lavoratori stranieri. In questo quadro si iscrive l’ampliamento del sistema per l’accettazione di lavoratori tirocinanti provenienti dai paesi in via di sviluppo e la creazione di un nuovo sistema di visti per le infermiere e gli aiutanti domestici, previsti dal governo di Tokyo nel dicembre 2016.

Ufficio Immigrazione, Narita, Giappone. Fonte: Wikipedia Commons

Ufficio Immigrazione,Aerporto Internazionale di Narita, Giappone. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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