Myanmar, il governo indaga sulle accuse di Human Rights Watch

Pubblicato il 8 febbraio 2017 alle 18:30 in Asia Myanmar

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Il governo del Myanmar indagherà sui presunti abusi da parte delle forze dell’ordine nello stato di Rakhine, ha dichiarato il portavoce dell’ufficio presidenziale.

Le indagini verranno condotte da una commissione ad hoc con a capo il vice presidente U Myint Swe e verranno intraprese azioni immediate se le accuse si dimostreranno veritiere. Le accuse in questione sono quelle mosse da Human Rights Watch in merito ad atti violenti e abusi sessuali commessi dall’esercito e dalle forze dell’ordine del Myanmar a discapito dei membri della minoranza etnica Rohingya, stanziati nello stato nord-occidentale di Rakhine.

Nella zona va avanti una campagna militare dall’ottobre 2016, avviata a seguito di alcuni attacchi alle stazioni di polizia al confine con il Bangladesh per cui sono ritenuti responsabili alcuni insurrezionisti islamisti di etnia Rohingya. L’accesso alle zone oggetto di presunti abusi di potere da parte delle forze armate è interdetto ai giornalisti indipendenti e lo è stato anche all’Osservatore per i diritti umani delle Nazioni Unite.

La commissione d’inchiesta comprende diversi esperti provenienti da campi diversi, tra cui alcune persone che hanno lavorato per le agenzie Onu ed esperti di questioni umanitarie, ha dichiarato il portavoce della presidenza del Myanmar. In un primo rapporto diffuso il 3 gennaio, la Commissione aveva ritenuto invalide le accuse rivolte alle forze dell’ordine. Il rapporto conclusivo sarebbe dovuto essere completato entro il 31 gennaio, ma la scadenza è stata posticipata per le nuove prove e testimonianze portate da Human Rights.

Human Rights Watch, organizzazione per la tutela dei diritti umani basata a New York, aveva chiesto al governo del Myanmar che le indagini sugli abusi nello stato di Rakhine venissero condotte da una commissione indipendente e internazionale. L’Ufficio del Commissario Onu per i Diritti Umani (OHCHR) ha rilasciato il suo rapporto il 3 febbraio, sulla base di 204 interviste.

Il portavoce del Ministero degli Esteri del Myanmar ha sottolineato che solo ad indagini concluse, qualora le accuse venissero confermate, sarà possibile intervenire.

La crisi umanitaria che coinvolge la minoranza etnica di religione musulmana Rohingya, basata nello stato di Rakhine, ha già causato la diaspora di quasi 66.000 persone che hanno cercato rifugio nel vicino Bangladesh. I Rohingya vengono considerati dal governo del Myanmar immigrati clandestini provenienti dal Bangladesh, apolidi, il loro accesso ai servizi di base è ridotto. Dall’inizio dell’offensiva militare lo scorso ottobre 2016, i paesi limitrofi, tra cui la Malesia, sono preoccupati per una possibile radicalizzazione dei Rohingya e per un interessamento alla loro situazione da parte dell’Isis.

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

di Redazione

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