Filippine, aumenta la presenza della Cina nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 8 febbraio 2017 alle 9:37 in Asia Filippine Uncategorized

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Le Filippine temono che la Cina costruirà su un gruppo di scogli poco lontano dalle loro coste, ha dichiarato il Segretario alla Difesa di Manila.

La Cina potrebbe rivendicare Scarborough Shoal, un gruppo di scogli del Mar Cinese Meridionale a 230 km dall’isola filippina di Luzon. Queste le dichiarazioni di Delfin Lorenzana, segretario alla difesa delle Filippine durante un’intervista alla AFP il 7 febbraio.

Pechino ha iniziato a costruire e a installare armamenti su diversi isolotti e scogli del Mar Cinese Merdionale, soprattuttto quelli che fanno parte delle Isole Spratly e ora sembra voler ampliare la presenza militare a Scarborough Shoal. Se questo dovesse accadere significherebbe un controllo militare effettivo sulle acque contese del Mar Cinese Meridionale, secondo gli analisti. Un avamposto lì vorrebbe dire jet da guerra cinesi e missili che potrebbero colpire facilmente le forze armate degli Stati Uniti stazionate nelle basi militari delle Filippine. Una situazione che né gli Stati Uniti, né le Filippine sono disposti ad accettare. Scarborough Shoal è in una posizione strategica per il controllo sull’accesso nord-orientale al Mar Cinese Meridionale.

“Se glielo permettiamo, costruiranno. Questo è molto fastidioso, più che a Fiery Cross [nelle Spratly n.d.r.], perché è vicinissimo a noi. [Quella di costruire su tutti gli scogli e gli isolotti] potrebbe essere la loro strategia per contrastare qualsiasi altra super-potenza volesse affacciarsi sul Mar Cinese Meridionale, perché lo considerano di loro proprietà, come un loro lago”, ha commentato Lorenzana. Fiery Cross è un gruppo di scogliere contese tra Cina e Filippine, su cui la prima ha già costruito.

La disputa tra la Cina e le Filippine sulle isole del Mar Cinese Meridionale vicine ad entrambi i paesi va avanti da diverso tempo. Nel 2015 il precedente governo di Manila aveva presentato richiesta di arbitraggio internazionale al Tribunale dell’Aia contro le rivendicazioni di Pechino. La corte ha stabilito che la “linea a nove punti” – che racchiude la maggior parte delle acque del Mar Cinese Meridionale ed è considerata da Pechino la base delle sue rivendicazioni territoriali – non ha valore legale, dando quindi ragione alle Filippine. Il nuovo governo di Manila, insediatosi nel 2016 con a capo il presidente Duterte, ha cambiato la linea del paese nei confronti della Cina con un approccio molto più morbido e amichevole. Le Filippine si stanno avvicinando sempre di più a Pechino mentre si allontanano dal loro alleato storico, gli Stati Uniti.

La nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump ha già espresso la sua posizione forte nei confronti della presenza cinese nel Mar Cinese Meridionale. Rex Tillerson, il nuovo segretario di stato Usa, ha dichiarato che Washington si adopererà per impedire l’accesso di Pechino alle isole contese. Per poterlo fare, sarebbe necessaria una barriera militare, un atto di guerra vero e proprio, secondo gli analisti. Il segretario alla difesa delle Filippine è preoccupato dalle affermazioni di Tillerson, teme che se operazioni militari dovessero effettivamente avvenire, il suo paese diverrebbe il campo della battaglia tra Cina e Usa. Questi ultimi dispongono dell’utilizzo di 5 basi militari sul suolo filippino.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

di Redazione

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