Wang Yi visita l’Australia: rafforzare la cooperazione

Pubblicato il 8 febbraio 2017 alle 16:22 in Asia Cina

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Il Ministro degli Esteri della Cina visita l’Australia per rafforzare la cooperazione nell’Asia-Pacifico e opporsi al protezionismo economico. 

Il ministro Wang Yi, capo della diplomazia della Cina, ha incontrato il primo ministro dell’Australia Malcolm Turnbull. Durante l’incontro, il premier dell’Australia ha espresso il suo apprezzamento per l’intervento del presidente della Cina, Xi Jinping al World Economic Forum di Davos e il forte richiamo alla globalizzazione in esso contenuto. L’Australia è una forte sostenitrice del libero scambio ed è pronta ad opporsi a qualsiasi forma di protezionismo economico, insieme alla Cina. I rapporti bilaterali Cina-Australia – stabiliti ufficialmente con la RPC nel 1972 – vedono un progresso estremamente positivo e Turnbull ha espresso la volontà di continuare a intrattenere frequenti contatti di alto livelle e di migliorare la cooperazione economico-commerciale. Il ministro Wang Yi ha portato al PM dell’Australia i saluti del presidente Xi Jinping e del governo cinese.

Il capo della diplomazia di Pechino ha partecipato insieme alla controparte dell’Australia, Julie Bishop, alla conferenza stampa congiunta a seguito della 4a edizione dell’incontro Cina-Australia per gli affari esteri e il dialogo strategico. I due ministri hanno comunicato la volontà comune dei due paesi ad impegnarsi per la tutela della libertà di scambio a livello mondiale e ad opporsi a ogni forma di protezionismo economico.

In merito al TPP (Partenariato Trans-Pacifico) e alla cooperazione nell’Asia-Pacifico, Wang Yi ha riaffermato la disponibilità della Cina a considerare qualunque proposta possa aiutare a rafforzare il libero scambio. Il ministro ha evidenziato come esistano alcuni meccanismi di cooperazione regionale ben funzionanti – riferendosi all’ASEM e all’ASEAN – e altri che hanno bisogno di essere rivisti, come il TPP – dal quale la Cina era esclusa. Quest’ultimo ha perso il suo valore strategico di patto per il libero scambio Transpacifico con la decisione del presidente americano, Donald Trump, di non ratificare la partecipazione del suo paese.

Wang Yi ha espresso la volontà del governo di Pechino di accelerare la creazione di un sistema di cooperazione regionale e di libero scambio che includa tutta l’area dell’Asia-Pacifico. La forma con cui questo sistema verrà realizzato, ha continuato il ministro degli esteri, può essere quella della RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), quella del TPP o di un format da pensare ex novo, l’importante è trovare la strada giusta per ampliare la cooperazione economica e creare un’area di libero scambio.

La RCEP è la proposta di partenariato economico regionale e di creazione di una zona di libero scambio tra i paesi membri dell’ASEAN (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam) e i 6 paesi con cui l’organizzazione ha accordi vigenti per il libero scambio, ovvero: Australia, Nuova Zelanda, Cina, India, Corea del Sud e Giappone. I negoziati per la creazione della RCEP sono stati avviati nel 2012, si tratta di una proposta alternativa al TPP.

Il Partenariato Transpacifico (TPP), anch’esso mirato alla creazione di un’area di libero scambio, includeva – oltre agli stati del Sud-Est Asiatico – gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, il Cile  e il Perù, escludendo la Cina e l’India. Secondo alcuni analisti, l’idea alla base del partenariato Transpacifico era quella di contenere la crescita dell’influenza di Pechino sulla regione dell’Asia Pacifico. Senza la ratifica degli Usa il TPP non può entrare in vigore e i paesi firmatari stanno vagliando le possibili alternative, tra cui figura anche l’ingresso della Cina nell’accordo.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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