Segretario alla Difesa Usa visita Corea e Giappone

Pubblicato il 6 febbraio 2017 alle 12:30 in Asia Corea del Sud Giappone

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Segretario alla Difesa degli Usa, James Mattis, durante la sua visita in Estremo Oriente, ha cercato di allentare le tensioni con Giappone e Corea del Sud.

La missione in Oriente è stata la prima all’estero di un esponente dell’amministrazione Trump con l’obiettivo di migliorare le relazioni con due alleati fondamentali, il Giappone e la Corea del Sud. Mattis ha dovuto lavorare per ricreare un equilibrio delicato. Da un lato, il Segretario ha riaffermato l’impegno Usa per il contrasto al nucleare della Corea del Nord e il contenimento delle mire espansionistiche della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Dall’altro, ha dovuto rassicurare Tokyo e Seoul preoccupati per le dichiarazioni di Trump durante la campagna elettorale in merito alla riduzione della presenza statunitense in Asia.

Si è trattato di un compito complesso, visti i segnali poco chiari sulla politica estera giunti dall’amministrazione Trump fin dall’insediamento.

La Corea del Sud è preoccupata che le dichiarazioni di Trump sulla Corea del Nord possano portare a un’escalation delle tensioni e alla guerra aperta con Pyong-Yang. Nei due giorni passati a Seoul, Mattis ha ribadito la volontà degli Stati Uniti di installare il sistema di difesa anti-missilistica THAAD quanto prima. Si tratta di un sistema utile per intercettare i missili a medio raggio nord-coreani. Gli incontri del Segretario Usa con la sua controparte, il Ministro della Difesa di Seoul, sono stati visti positivamente dai media coreani che hanno parlato di “morbidezza” d’approccio di Mattis. James Mattis è noto con il soprannome di “Mad Dog” (lett. “cane pazzo”), ma durante il soggiorno in Corea del Sud il suo atteggiamento è stato prudente e affatto aggressivo. Mattis sa bene come funziona la guerra e cosa comportano le azioni militari, per questa ragione ha intrapreso un approccio prudente, secondo il giornale online coreano OhMyNews.

Mattis ha tenuto la stessa linea morbida ed equilibrata anche durante la seconda parte della sua visita in Giappone, dove le tensioni erano più vive. Trump durante la campagna elettorale aveva minacciato Tokyo di uscire dal patto di mutua difesa a meno che il Giappone non si fosse impegnato di più per rimborsare gli Stati Uniti per l’aiuto alla difesa che forniscono. James Mattis ha dichiarato che gli Usa rispetteranno l’accordo e ha ribadito l’impegno degli Usa al fianco del Giappone nella disputa con la Cina per le isole del Mar Cinese Orientale, note con il nome di Senkaku in Giappone e Diaoyu in Cina. Il Segretario ha espresso il suo apprezzamento per l’aumento della spesa militare previsto da Shinzo Abe nel bilancio 2017.

La linea di Mattis sulle isole contese è stata, di nuovo, quella della cautela. Un approccio in netto contrasto con le affermazioni di Rex Tillerson, il segretario di stato di Trump, che ha dichiarato la volontà degli Usa di bloccare l’accesso della Cina alle isole del Mar Cinese Meridionale su cui Pechino rivendica la sovranità e su cui ha già installato degli armamenti. “Dobbiamo inviare alla Cina un segnale chiaro. Prima di tutto l’armamento delle isole deve essere interrotto, poi l’accesso alle stesse deve essere negato”, ha dichiarato Tillerson alla riunione del Senato sugli Affari Esteri a gennaio.

Mattis ha invece sostenuto che la diplomazia deve sì essere sostenuta dalla forza militare, ma che quest’ultima non deve essere la prima scelta per risolvere i problemi. Nel caso specifico del Mar Cinese Meridionale, sostiene il Segretario alla Difesa, sono i diplomatici a dover intervenire, un’azione militare non è necessaria per il momento.

Alla fine della sua visita in Estremo Oriente, Mattis sembra essere riuscito ad alleviare le tensioni con gli alleati a Tokyo e Seoul, almeno per il momento.

Il THAAD è un sistema di difesa anti-missile sviluppato negli Stati Uniti durante la Guerra del Golfo per la difesa contro il missili Scud dell’Iran, nel 1991. Il sistema è stato creato per colpire missili balistici a raggio corto e medio nella fase terminale con una modalità definita “hit to kill” (colpire per uccidere). Nel 2009 un sistema THAAD è stato installato nelle isole Hawaii. La prima dichiarazione del Pentagono in merito all’istallazione di unità THAAD in Corea del Sud è stata diffusa nel 2014, con il fine di contrastare lanci missilistici da parte di Pyong-Yang. La Cina si è più volte dichiarata contraria all’installazione del sistema di difesa poiché ritiene sia più volto ad eventuali missili cinesi che a quelli della Corea del Nord.

James Mattis, Segretario alla Difesa degli Usa del governo Trump

James Mattis, Segretario alla Difesa degli Usa del governo Trump

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.