USA: corte d’Appello nega il ripristino del bando sugli immigrati

Pubblicato il 5 febbraio 2017 alle 19:00 in USA e Canada

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La corte d’Appello di Washington ha respinto il ricorso presentato dal Dipartimento di Giustizia (DOJ) in cui veniva chiesto il ripristino immediato del bando sugli immigrati.

Il 3 febbraio, il giudice federale di Seattle, James Robart, ha temporaneamente bloccato le restrizioni sull’immigrazione introdotte da Trump il 27 gennaio, ordinando di riaprire le frontiere del paese ai rifugiati in possesso di visas regolari.

In risposta, ieri mattina, Trump su Twitter ha definito l’opinione del magistrato “ridicola” ed ha annunciato che sarebbe stata ribaltata. Il commento è stato seguito da altri tweet del presidente, il quale ha scritto che “quando un paese non è più in grado di dire chi può e chi non può entrare, specialmente per ragioni di sicurezza, è un gran problema”.

La Casa Bianca, in un primo momento, ha definito l’ordine emesso dal giudice Robart “scandaloso” e, successivamente, ha emesso un comunicato affermando che al più presto, il Dipartimento di Giustizia avrebbe difeso l’ordine esecutivo di Trump, ritenuto legale e appropriato. Sean Spincer, segretario di stampa della Casa Bianca, ha aggiunto che “il bando del presidente mira a proteggere il paese” e che “Trump ha l’autorità costituzionale e la responsabilità di proteggere i cittadini americani”.

Dopo la mezzanotte di domenica, il DOJ ha presentato un ricorso chiedendo di sospendere la decisione radicale del giudice Robart, il quale è stato poi respinto dalla corte d’Appello di Washinton.

Robart è sostenuto dal procuratore generale di Washington, Bob Ferguson, il quale ha presentato una causa per bloccare alcuni punti chiave dell’ordine esecutivo del presidente. Venerdì sera, la Customs and Borders Protection americana ha avvertito le compagnie aeree che il governo americano aveva ripristinato le visas cancellate e che ordinava di far entrare nel paese i rifugiati con documenti e permessi regolari.

Nella giornata di ieri, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha annunciato la sospensione di qualsiasi blocco contro gli immigrati riferendo che, da quel momento, i viaggiatori avrebbero subito le ispezioni standard precedenti all’ordine esecutivo di Trump.

Il bando emesso dal presidente americano sospende per 4 mesi l’entrata di tutti i rifugiati negli Stati Uniti, a tempo indeterminato quelli provenienti dalla Siria, e per 3 mesi tutti i cittadini provenienti da Iran, Iraq, Siria, Libia, Sudan, Yemen e Somalia. In seguito alla sua emissione, si sono scatenate proteste in tutto il paese.

Già il 30 gennaio, il giudice federale americano di New York Ann Donnely aveva tentato di bloccare parte del bando, ma la Casa Bianca aveva affermato che l’ordine esecutivo non poteva essere fermato. Il giorno seguente, Trump ha licenziato il ministro della giustizia Sally Yates, la quale aveva chiesto al DOJ di non difendere il bando sull’immigrazione.

Gate di un aeroporto americano. Fonte: Wikipedia

Gate di un aeroporto americano. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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