Marocco: le armi della cellula di El Jadida provengono dall’Algeria

Pubblicato il 30 gennaio 2017 alle 9:31 in Africa Marocco

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Le armi della cellula terroristica legata all’ISIS smantellata a El Jadida provengono dall’Algeria.

Il capo della Central Bureau of Judicial Investigations (BCIJ), AbdelHak El Khiyame, ha riferito che le armi rinvenute dalla polizia nel nascondiglio della cellula terroristica di El Jadida, arrestata il 27 gennaio, sono entrate in Marocco passando per l’Algeria. La loro spedizione è stata coordinata dalla branca dell’ISIS in Libia.

Durante una conferenza stampa, ieri, El Khiyame ha riferito che “il fatto che i vasti confini tra Algeria e Marocco siano difficili da monitorare ha facilitato l’entrata delle armi nel nostro paese”. Riguardo al background sociale e educativo dei membri della cellula, il capo della BCIJ ha riferito che solo uno dei sette membri ha una laurea. “L’emiro della cellula di El Jadida ha poco più di 20 anni”, ha spiegato El Khiyame, aggiungendo che il militante “era in contatto con marocchini seguaci dell’ISIS, i quali avevano promesso di fornirgli armi per compiere attacchi terroristici in Marocco”.

Ad avviso del capo della BCIJ, i militanti dello Stato Islamico mirano a reclutare giovani con bassi livelli accademici perché sono soggetti più vulnerabili all’indottrinamento.

Il General Directorate of Territorial Surveillance (DGST), ha riferito che la cellula pianificava di assassinare esponenti politici del Marocco e di distruggere i quartieri diplomatici di Rabat insieme a siti turistici.

Le indagini sono ancora in corso, le forze di sicurezza mirano ad arrestare altri individui che hanno giurato fedeltà all’ISIS.

Nel covo dei militanti arrestati, la BCIJ ha trovato armi da fuoco, tra cui una mitragliatrice con lenti infrarosse, sette pistole, due dispositivi wireless, uniformi militari e materiali chimici necessari per fabbricare ordigni esplosivi.

El Jadida, Marocco. Fonte: Wikimedia Commons

El Jadida, Marocco. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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