L’Argentina pronta a indurire la politica migratoria

Pubblicato il 26 gennaio 2017 alle 12:30 in America Latina Argentina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo Macri prevede di modificare politica migratoria dell’Argentina, al fine di prevenire delitti commessi da stranieri. 

Siamo tutti figli di immigrati – ha dichiarato il Presidente, di origini italiane – ma non possiamo consentire che il crimine scelga l’Argentina come luogo preferenziale dove agire e radicarsi, dobbiamo agire di concerto con gli altri paesi.

Il governo non è isolato su queste posizioni. “Dobbiamo smettere di essere l’ammortizzatore sociale della Bolivia o la valvola di sfogo della delinquenza del Perù” – aveva dichiarato Miguel Pichetto, capogruppo in Senato dell’opposizione kirchnerista.

Tali posizioni politiche rispondono a un incremento dei crimini registrato di recente e culminato nell’omicidio di un quattordicenne durante una rapina commessa da altri adolescenti di origini peruviane, i cui genitori sono sospettati di legami con il narcotraffico.

Attivisti, ONG, immigrati e intellettuali hanno protestato di fronte al rischio di associare immigrazione a delinquenza in un paese dove gli immigrati rappresentano appena il 4,5% della popolazione totale e il 6% della popolazione carceraria.

Il governo non ha ancora reso note quali saranno le modifiche alla legge attuale, in vigore dal 2004. Si prevede, tuttavia, che venga aumentato il numero di crimini per cui è prevista come pena l’espulsione dal paese e che si facilitino le procedure di espulsione. La legge attuale prevede l’espulsione dal paese per stranieri condannati a pene superiori ai 5 anni di carcere, con molte eccezioni.

L’ingresso in Argentina è consentito a persone con precedenti penali che abbiano scontato la pena nel proprio paese. La Direzione Nazionale dell’Immigrazione ha chiesto una legge più restrittiva e maggiori poteri di controllo.

Storicamente l’Argentina è un paese di accoglienza, si considera che il 65% della popolazione abbia almeno un nonno o un bisnonno italiano, e circa il 90% almeno un nonno o bisnonno europeo. L’Argentina, ancora oggi, è il paese con il maggior numero di stranieri del Sud America e la legislazione prevede una rapida concessione della cittadinanza. La maggior parte degli immigrati attuali proviene da Paraguay, Bolivia e Perù.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

Il presidente argentino Mauricio Macri. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente argentino Mauricio Macri. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Articoli correlati

America Latina Messico

Il terremoto riavvicina USA e Messico

Il terremoto che ha colpito il Messico ha dato il via alla solidarietà internazionale e riavvicinato Washington al vicino meridionale

America Latina Perù

Crisi politica in Perù: Mercedes Araoz nuova premier

Lo scontro tra il governo del presidente Kuczynski e la maggioranza parlamentare vicina all’ex dittatore Alberto Fujimori sul tema dello studio della teoria gender nelle scuole ha portato alla sfiducia del premier Zavala e alla nomina di un nuovo governo più affine al fujimorism

America Latina America centrale e Caraibi

Puerto Rico: preoccupazione per l’uragano Maria

Dopo l’uragano Irma, la nuova tempesta tropicale che ha colpito le Antille minori e si appresta a colpire Puerto Rico si chiama Maria. Il premier di Dominica salvato in elicottero

America Latina Brasile

Brasile: il ministro dell’agricoltura sotto accusa

Un altro ministro del governo Temer sotto inchiesta: si tratta del titolare dell’agricoltura Blairo Maggi, per reati commessi durante i suoi mandati di governatore del Mato Grosso

Cuba USA e Canada

CUBA: AMBASCIATA USA VERSO LA CHIUSURA?

Il segretario di stato Tillerson ammette che sta valutando la chiusura della sede diplomatica riaperta da appena due anni a causa degli attacchi acustici che hanno causato la sordità di alcuni diplomatici nordamericani

America Latina Venezuela

VENEZUELA: L’AMERICA LATINA DEVE AGIRE

Le potenze regionali devono intervenire diplomaticamente in Venezuela prima che lo facciano attori esterni, scongiurando così quanto accaduto a Cuba nel 1959


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.