NAFTA: il Messico di fronte al più difficile dei negoziati

Pubblicato il 25 gennaio 2017 alle 15:30 in America Latina Messico

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Il governo messicano si prepara ad affrontare il negoziato che ridisegnerà gli scambi commerciali con un paese da cui dipendono il 73% delle esportazioni e che si mostra sempre più propenso al protezionismo.

Il vertice previsto la prossima settimana tra Donald Trump ed Enrique Peña Nieto segnerà l’inizio di un negoziato volto a ridisegnare lo schema commerciale tra i due paesi. Il negoziato più difficile per il paese latinoamericano, con un Presidente degli Stati Uniti già pronto a costruire il muro alla frontiera.

“Il Messico non crede nei muri” ha affermato Peña Nieto al termine del vertice governativo in preparazione del summit di Washington, il problema – commentano fonti della diplomazia messicana – è che Trump sì, ci crede. Se in questioni di immigrazione e libero scambio dovrà accettare dure condizioni, Città del Messico vorrebbe evitare almeno limitazioni alle rimesse degli emigrati e, in caso di rimpatri, che le condizioni siano “degne e rispettose”.

Il Presidente messicano cerca di evitare lo scontro: l’economia del suo paese dipende, in massima parte, dagli scambi con il vicino del nord. Le esportazioni messicane verso gli USA rappresentano il 73% del totale. Gli accordi di libero scambio con altri paesi, l’avvicinamento a Argentina e Brasile o ai paesi della costa del pacifico (Cile e Colombia su tutti, ma anche Giappone e Australia) sono ancora in fase embrionale.

Il Canada, intanto, fa sapere che ai negoziati trilaterali per la riedizione dell’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA in inglese, TLCAN in spagnolo), preferisce approcci bilaterali. È quanto emerge da un vertice governativo canadese a Calgary, che ribalta la posizione finora espressa dal governo di Justin Trudeau. Il Messico, insomma, dovrà negoziare da solo.

La decisione canadese arriva subito dopo l’annuncio che gli Stati Uniti non ratificheranno il TPP, cui Ottawa prendeva parte. “Il Messico è in una situazione tremenda, noi no – affermano fonti governative del Canada – abbiamo posizioni negoziali totalmente diverse”. Le esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti rappresentano una quota simile a quella del Messico (74%), ma nel contesto di un’economia più forte e più diversificata e nel quadro di un rapporto con Washington meno a senso unico.

Negli ambienti diplomatici (e non) messicani, ricomincia a girare una frase che pronunciò alla fine del XIX secolo il presidente Porfirio Díaz e che il NAFTA sembrava aver definitivamente cancellato: “Povero Messico, così lontano da Dio, così vicino agli Stati Uniti”.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino.

Bandiera del NAFTA. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera del NAFTA. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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