Thailandia: tentativo di riconciliazione nazionale

Pubblicato il 24 gennaio 2017 alle 21:00 in Asia Thailandia

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Il Ministro della Difesa thailandese, Prawit Wongsuwon, esorta tutti i partiti politici a promuovere la missione governativa per la riconciliazione del paese, che non implica necessariamente la firma di un Memorandum d’Intesa (MoU).

I maggiori leader dei partiti politici thailandesi sostengono il processo di riconciliazione tra le forze politiche per garantire al paese unità e stabilità. Alcune figure politiche chiave, pur sostenendo il processo di riconciliazione in Thailandia, hanno tuttavia dichiarato di non voler firmare il MoU. Suthep Thaugsbuban, ex segretario generale democratico ed ex-leader del Comitato per la Riforma Democratica del Popolo (PDRC) ha annunciato che non si opporrà al processo di riconciliazione, ma non intende aderire alla firma degli accordi.

Wongsuwon, convinto del possibile successo della riconciliazione governativa, ha spiegato che il memorandum è una sorta di contratto sociale. Non essendo quindi un atto vincolante, non richiede la partecipazione di tutti i partiti politici. Il Primo Ministro thailandese, Prayut Chan-o-cha, ha annunciato che l’accordo non sarà raggiunto prima di tre mesi, periodo nel quale saranno raccolti e discussi i pareri delle forze politiche coinvolte nel processo.

Wongsuwon ha dichiarato che la conferenza dedicata al processo di riconciliazione sarà registrata e diffusa pubblicamente. I rappresentanti dei diversi partiti politici potranno riferire le proprie posizioni sulla questione alla Commissione di Riconciliazione del Ministero della Difesa, presieduta dal Generale Chaicharn Changmongkol, Segretario Permanente alla Difesa del Regno thailandese. All’evento parteciperanno i capi delle forze armate, i quali non avranno poteri decisionali. Il Ministro Wongsuwon ha spiegato che gli ufficiali sono stati invitati a partecipare per esporre le proprie opinioni, ma che l’ultima parola spetterà ai partiti. Le opinioni dei partiti e dei gruppi politici saranno prese in esame allo scopo di elaborare una visione politica condivisa.

Oltre ai partiti politici, saranno invitati a partecipare anche accademici e imprenditori. La lista delle persone che prenderanno parte alla Commissione di Riconciliazione è stata quasi completata e sarà presto pubblicata.

Lo scorso 23 gennaio, la conferenza del Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine (NCPO) è stata convocata per promuovere l’unità nazionale. Il Segretario Generale dell’NCPO, Gen Pisit Sitthisarn, ha sottolineato l’importanza di un approccio diviso in 3 punti: raccogliere opinioni e raccomandazioni dai partiti politici; stipulare un accordo collettivo; e accettare il contratto sociale.

Il 22 maggio 2014 le Forze Armate Thailandesi, guidate dal Generale Prayut Chan-o-cha, attuale primo ministro thailandese, hanno compiuto il colpo di stato contro l’ex primo ministro eletto Yingluck Shinawatra. Nei mesi successivi, l’esercito golpista ha creato una giunta militare chiamata Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine (NCPO), incaricata di governare la nazione. La nuova giunta militare ha sospeso la Costituzione sostituendola con una provvisoria, ha imposto la legge marziale, ha sciolto il Senato e ha occupato i principali organi esecutivi e legislativi del paese.

Bandiera Thailandese. Fonte: Wikimedia commons

Bandiera Thailandese. Fonte: Wikimedia commons

di Redazione

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