La Spagna in allarme per messaggi dell’ISIS che incitano ad attaccare la penisola

Pubblicato il 24 gennaio 2017 alle 10:30 in Europa

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Le forze di intelligence e di sicurezza di Madrid hanno registrato un aumento dei messaggi che incitano ad attaccare la Spagna. Il rischio – confermano gli esperti consultati dal quotidiano El Mundo – è maggiore del solito perché gli autori sono foreign fighters spagnoli, unitisi all’ISIS in Iraq e Siria. “Attaccate, attaccate, attaccate, cos’altro deve succedere perché attacchiate?” è la formula standard che viene ripetuta in ogni messaggio, rivolto, a quanto pare, ai membri più radicalizzati e ai familiari di foreigh fighters stessi.

Quando chiedono “cos’altro deve succedere” si riferiscono agli arresti di alcune donne, familiari dei terroristi, e alle intercettazioni di chiamate e messaggi tra la Siria e il paese iberico, affermano fonti dell’intelligence. Le stesse fonti affermano che, su circa 800 persone radicalizzate, vi sarebbero circa un centinaio di “cani sciolti” o “lupi solitari” pronti a passare all’azione in territorio spagnolo se si creassero le condizioni opportune.

A differenza di Al-Qaeda che ha sempre posto tra i suoi obiettivi la riconquista di Al-Andalus, la propaganda “ufficiale” dell’ISIS raramente cita la Spagna direttamente, ma la crescita dei messaggi in questione e l’aumento di siti web pro-ISIS in cui la traduzione in spagnolo è immediata ha messo in stato d’allerta le forze di sicurezza spagnole.

Un marocchino è stato arrestato lo scorso 16 gennaio a San Sebastián (Guipúzcoa) con l’accusa di reclutare giovani da inviare in Turchia dove verrebbero formati dall’ISIS su come attaccare in territorio europeo. Allenatore di pugilato nella periferia della città basca, il detenuto aveva facilità ad avvicinare giovani a rischio di esclusione sociale, assicurano fonti della Policia Nacional.

Asia Ahmed Mohamed, una terrorista di Ceuta, era invece stata fermata in Turchia a fine dicembre, mentre cercava di tornare in Spagna. La Ahmed, da Raqqa, inviava messaggi alle alunne delle scuole di Ceuta, per propagandare la lotta della città. Le enclavi spagnole in Nord Africa, Ceuta e Melilla, rimangono il principale punto d’ingresso di potenziali terroristi in territorio iberico.

Sono circa 200 i foreign fighters spagnoli in Siria e Iraq, secondo le autorità di Madrid. Dal 2012 ad oggi in Spagna sono state arrestate 186 persone legate all’ISIS, 50 delle quali nella sola Barcellona.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

Emblema della Policia Nacional (Spagna). Fonte: Wikimedia Commons

Emblema della Policia Nacional (Spagna). Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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