Gambia: l’ex-dittatore Jammeh è costretto a lasciare il paese

Pubblicato il 24 gennaio 2017 alle 16:58 in Africa Gambia

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Dopo 22 anni al potere, Yahya Jammeh, ex-dittatore del Gambia, è costretto all’esilio in Guinea Equatoriale.

Yahya Jammeh è stato convinto a lasciare il suo paese dopo due giorni di negoziati, durante i quali il presidente della Guinea, Alpha Conde, e il presidente della Mauritania, Ould Abdel Aziz, hanno discusso i termini dell’esilio dell’ex-dittatore del Gambia. Raggiunto l’accordo, Jammeh è partito dall’aeroporto della capitale gambiana Banjul sabato 21 gennaio. Attualmente si trova a Conakry, capitale della Guinea. Il presidente della Comunità Economica degli Stati Africani Occidentali (ECOWAS), Marcel Alain de Souza, ha riferito che Jammeh ripartirà a breve per la Guinea Equatoriale.

L’accordo, reso pubblico a seguito delle dichiarazioni fornite dalle Nazioni Unite, da ECOWAS e dall’Unione Africana, prevede che non saranno intentate azioni legali in grado di minare la dignità, la sicurezza e i diritti di Jammeh e della sua famiglia. Nessuna proprietà gli verrà sequestrata e gli sarà concesso l’eventuale diritto a rientrare in Gambia. Tuttavia, le autorità gambiane hanno duramente criticato l’accordo. In particolare, si oppongono alle garanzie concesse all’ex-dittatore per convincerlo a lasciare il paese, e alla scelta di estradarlo in Guinea Equatoriale, Stato non firmatario dello Statuto di Roma, che potrebbe garantire a Jammeh l’immunità nel caso in cui venisse accusato di crimini contro l’umanità.

Adama Barrow, neo-presidente del Gambia, ha annunciato alla radio senegalese RFM che istituirà una commissione d’inchiesta sui presunti abusi dei diritti umani commessi dal regime di Jammeh e ha negato di avergli offerto l’immunità legale in cambio dell’abbandono del paese.

Domenica 22 gennaio, centinaia di residenti della capitale Banjul hanno accolto con favore l’ingresso delle forze dell’ECOWAS, intervenute militarmente il 19 gennaio scorso per presidiare la capitale e garantire la sicurezza nazionale.  L’intervento militare aveva il compito di facilitare la transizione democratica del paese e assicurare l’insediamento di Barrow al potere.

Yahya Jammeh, dittatore del Gambia dal 1994 al 2016, è salito al potere con un colpo di stato. Le elezioni del 1° Dicembre 2016 hanno segnato l’inizio di una grave crisi costituzionale all’interno del paese. Adama Barrow, leader dell’opposizione e vincitore delle elezioni presidenziali, è stato minacciato dall’ex-dittatore, disposto a far ricorso alla forza militare pur di restare al potere. Per risolvere il conflitto, i paesi che compongono l’ECOWAS, ovvero Senegal, Nigeria, Ghana, Mali e Tongo, hanno condotto l’operazione militare Restore Democracy (“Restaurazione democratica”). Barrow ha trovato rifugio nell’ambasciata del Gambia in Senegal. Prima di intervenire militarmente, le truppe dell’ECOWAS avevano concesso due giorni a Jammeh per lasciare la presidenza in maniera pacifica.

A seguito dell’estradizione di Jammeh, circa 45.000 cittadini gambiani, rifugiatisi in Senegal all’inizio del conflitto, stanno ora rientrando nel paese.

Yahya Jammeh. Fonte: Wikimedia commons

Yahya. Fonte: Wikime

di Redazione

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