L’India allevia le tensioni con la Cina

Pubblicato il 19 gennaio 2017 alle 14:51 in Asia India

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L’ascesa dell’India non costituisce un pericolo per la crescita della Cina, una rassicurazione che giunge da Delhi con l’intento di allentare le tensioni tra i due giganti dell’Asia.

I rapporti tra la Cina e l’India sono sempre più tesi per diverse ragioni. La prima è la forte obiezione di Delhi alla costruzione del China-Pakistan Economic Corridor (CPEC), un corridoio economico all’interno del progetto “Nuova Via della Seta” che dovrebbe attraversare la parte del Kashmir sotto la giurisdizione del Pakistan, ma rivendicato dall’India. La seconda è l’opposizione di Pechino all’ingresso dell’India nel Nuclear Suppliers Group. La terza è il blocco, da parte della Repubblica Popolare, dell’azione di Dehli volta a designare Masood Azhar come terrorista internazionale.

“Stiamo cercando di convincere la Cina che l’ascesa dell’India non è pericolosa per la crescita cinese, come dovrebbe essere vero il contrario”, ha dichiarato il segretario agli estri dell’India, S Jaishankar, nel suo intervento al Raisina Dialogue.

Secondo il segretario Jaishankar, i rapporti con la Cina si sono ampliati e sono in miglioramento soprattutto nell’ambito dei contatti people-to-people, ma continuano a essere sotto l’ombra delle differenti posizioni dei due paesi su alcuni temi politici importanti.

“India e Cina, nonostante le differenze, non devono perdere di vista la natura strategica del loro impegno internazionale o dubitare che la crescita possa essere mutualmente vantaggiosa”, ha dichiarato il Segretario di Dehli. Riguardo al corridoio CPEC, il rappresentante della diplomazia dell’India ha ribadito che la Cina dovrebbe mostrare maggiore sensibilità in merito ai diritti di sovranità dell’India. “La Cina è un paese che reputa le questioni di sovranità molto importanti. Quindi ci aspettiamo che mostri comprensione quando si tratta di sovranità di altri paesi.”

Jaishankar ha sottolineato che il CPEC attraversa una porzione di territorio che l’India definisce “Kashmir-occupato dal Pakistan”, un’area che appartiene all’India ed è occupata dal Pakistan illegittimamente. L’India non è stata coinvolta nel progetto di costruzione del corridoio o consultata in merito alla sua realizzazione, ciò ha portato a delle legittime preoccupazioni, secondo il segretario.

Il Kashmir è una regione a cavallo tra India e Pakistan, suddivisa in tre macro aree oggetto di dispute territoriali. La zona Jammu e Kashmir nel centro sud è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. La divisione amministrativa non è però riconosciuta formalmente e l’India e il Pakistan continuano a rivendicare il controllo sulle aree amministrate dall’altro stato. Tali rivendicazioni hanno condotto alla guerra Indo-pakistana del 1947 che ha portato all’individuazione degli attuali confini, con il Pakistan che controlla circa un terzo del Kashmir e l’India che ne controlla la metà circa. La linea di controllo dei confini tra i due paesi è stata stabilita dalle Nazioni Unite. Nell’area Jammu e Kashmir, sotto il controllo dell’India, vi sono diversi gruppi separatisti alcuni dei quali favoriscono l’annessione della zona al Pakistan, altri ricercano l’indipendenza della regione e insorgono frequentemente contro il governo indiano.

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Bandiere di India e Cina, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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