Il Cile difende all’Aia la propria integrità territoriale

Pubblicato il 17 gennaio 2017 alle 10:30 in America Latina Cile

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La domanda boliviana di uno sbocco al mare, presentata nel 2013 alla Corte internazionale di giustizia, passerà entro l’anno alla fase orale

Il Cile non intende cedere alla Bolivia alcuno sbocco sull’Oceano Pacifico, lo rende noto il Ministero degli esteri del paese andino. La presidente Michelle Bachelet ha ricevuto al Palazzo della Moneda il Ministro degli Esteri e l’equipe legale del paese presso la Corte dell’Aia.

Rigettiamo qualsiasi minaccia alla nostra integrità territoriale – ha dichiarato al termine della riunione il capo della diplomazia di Santiago, Heraldo Muñoz. La presidente Bachelet ha assicurato pieno sostegno al rappresentante Claudio Grossman e al co-rappresentante Alfonso Silva, che difendono il Cile presso la Corte Internazionale.

La Bolivia ha presentato una domanda alla Corte nell’aprile 2013, chiedendo che si riconosca il diritto di La Paz ad uno sbocco sull’Oceano Pacifico. Il paese perse lo sbocco al mare nella regione di Atacama a seguito della guerra del salnitro. Il conflitto, iniziato nel 1879, si concluse 5 anni dopo con la completa vittoria cilena sulle forze congiunte di Bolivia e Perù. Il trattato di pace che stabilisce l’attuale frontiera risale al 1904, ma è stato fonte di costante tensione.

Il Cile ha presentato una contro-memoria alle richieste boliviane. La fase scritta della causa dovrebbe terminare in novembre, avendo ancora la Bolivia diritto a una replica e il Cile a una controreplica. Seguirà poi la fase orale del dibattimento.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

Stemma del Cile. Fonte: Wikimedia Commons

Stemma del Cile. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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