Arrestati 13 presunti militanti di Hamas in Cisgiordania

Pubblicato il 17 gennaio 2017 alle 8:00 in Israele Medio Oriente

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Le autorità israeliane hanno arrestano 13 presunti militanti di Hamas in Cisgiordania.

Secondo le autorità israeliane, i militanti volevano conquistare il sostegno della popolazione palestinese tramite programmi sociali e aiuti economici. L’operazione, che interessava Ramallah e le aree circostanti, aveva lo scopo di fornire assistenza ai prigionieri palestinesi, alle famiglie dei terroristi e agli studenti del braccio educativo di Hamas “Kutla al-Islamiyah”. Tra i tredici sospettati, arrestati grazie alla cooperazione tra le autorità israeliane e l’agenzia di sicurezza Shin Bet, figura anche un membro del defunto parlamento palestinese.

Secondo quanto riportato da Shin Bet – che è una delle tre principali organizzazioni per la sicurezza dello Stato israeliano assieme ad Aman e al Mossad – i fondi per l’operazione sarebbero arrivati dall’estero e dalla striscia di Gaza, città attualmente sotto il controllo di Hamas, un’organizzazione politica e paramilitare palestinese, considerata di natura terroristica da Canada, Israele, Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Egitto. I fondi sarebbero stati requisiti dalla polizia insieme a un veicolo e a una grande quantità di materiale propagandistico.

Tra la notte di domenica e la mattina di lunedì 16 gennaio, sono stati effettuati diciassette ulteriori arresti. Altri due membri di Hamas sono stati presi in custodia, rispettivamente nei villaggi di Safa, a ovest di Ramallah, e a Rantis, a nord di Modiin. Inoltre, le autorità israeliane hanno chiuso un’officina a al-Aroub, fuori Betlemme, ritenuta luogo di produzione di armi illegali.

Bandiera di Hamas. Fonte: Wikipedia

Bandiera di Hamas. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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