Obama revoca le facilitazioni agli immigranti cubani, L’Avana soddisfatta

Pubblicato il 13 gennaio 2017 alle 10:00 in America Latina Cuba

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Il presidente americano pone fine alla politica detta “wet foot, dry foot”; Cuba saluta la decisione come “un passo avanti fondamentale nelle relazioni bilaterali”

Obama ha deciso di porre fine, con carattere immediato, alla politica “wet foot, dry foot” o “pies secos, pies mojados” com’era conosciuta a Cuba. Tale politica prevedeva che qualunque cubano entrasse negli Stati Uniti, legalmente o illegalmente potesse rimanere nel paese. La norma era una riforma apportata nel 1995 da Clinton al Cuban Adjustment Act (Ley de Ajuste Cubano) del 1966.

La legge del 1966 prevede che ogni cubano ottenga la cittadinanza statunitense un anno e un giorno dopo essere arrivato negli States. La norma del 1995 si resa necessaria a causa dalla cosiddetta “crisi dei balseros” del 1994. Si conosce con tale nome l’esodo di migliaia di cubani via mare in imbarcazioni di fortuna. La norma prevedeva che chiunque fosse intercettato in mare (da cui “pies mojados”) fosse rimpatriato nell’isola, mentre chiunque avesse toccato suolo americano (da cui “pies secos”) potesse rimanere e godere dei benefici della legge del 1966.

Il Presidente USA ha sottolineato come si tratti di una norma che appartiene “a un’altra era”, la cui abrogazione rappresenta un “passo importante verso la normalizzazione dei rapporti  con Cuba”. “Gli immigrati cubani – ha sottolineato Obama – saranno trattati allo stesso modo di quelli provenienti da altri paesi”.

Con la stessa decisione Obama ha soppresso gli incentivi offerti ai medici cubani a recarsi negli Stati Uniti da paesi terzi. Il governo dell’isola ricorda come oltre il 50% dei medici cubani, vanto e gloria del sistema di istruzione e sanità del paese caraibico, partecipino in missioni umanitarie all’estero. Obama ha concluso sottolineando come il riavvicinamento tra Washington e L’Avana sia il modo migliore perché i cubani possano “vivere in prosperità, realizzare riforme e costruire il proprio destino”.

L’Avana ha accolto con soddisfazione la decisione di Obama, sottolineando come sia frutto di una lunga trattativa bilaterale iniziata nel novembre 2015. L’obiettivo – indica il Granma – è garantire un’immigrazione regolare, sicura e ordinata. L’organo ufficiale del Partito Comunista ricorda come Cuba avesse già chiesto la revoca della norma nel 2002, nel 2009 e nel 2010. Il governo cubano saluta la decisione come “un passo avanti fondamentale nelle relazioni tra i due paesi”.

Alla soddisfazione del governo dell’isola fanno da controcanto la delusione e la sorpresa degli esiliati di Miami. “Chi se ne importa – commentano tuttavia i più – tanto ora con Trump cambia di nuovo tutto”. Dal presidente eletto, per ora, nessun commento.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

Bandiere cubane a L'Avana. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiere cubane a L’Avana. Fonte: Wikimedia Commons

 

 

 

 

di Redazione

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