Due Indipendentisti di Hong Kong aggrediti dai filo-governativi

Pubblicato il 13 gennaio 2017 alle 14:48 in Asia Hong Kong

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Due giovani politici indipendentisti di Hong Kong  sono stati aggrediti da attivisti pro-Pechino ad Hong Kong e a Taipei, ma gli attacchi sembrano coordinati.

Nathan Law (Luo Guancong ) e  Joshua Wong (Huang Zhifeng), due giovani politici sostenitori dell’indipendenza di Hong Kong dalla Cina Continentale, sono stati attaccati da un gruppo di manifestanti pro-Pechino al loro rientro da Taiwan all’aeroporto internazionale di Hong Kong. Gli attivisti avevano cartelli con su scritto “distruggiamo l’indipendenza di Hong Kong”.

Nathan Law è stato colpito, la sua maglietta è stata strappata e, secondo quanto dichiarato dalla polizia, ha riportato ferite sia al collo che alla spalla. La polizia di Hong Kong sta svolgendo delle indagini, ma c’è ancora stato nessun arresto.

Nathan Law e Joshua Wong, insieme ad alcuni altri politici di Hong Kong stavano tornando in patria dopo aver partecipato, a Taipei, a un forum organizzato dal Movimento Indipendentista di Taiwan. Alla partenza da Hong Kong, il gruppo di giovani politici era stato salutato dalle proteste dei sostenitori di Pechino che li definivano “traditori della patria”, ma non c’erano state aggressioni fisiche. Anche all’arrivo all’aeroporto di Taoyuan, a Taiwan, erano stati accolti da manifestanti contrari alla cooperazione tra gli indipendentisti delle due isole. Il sindaco di Taipei, Ko Wen-je, ha condannato la violenza degli attivisti che sembra fossero membri dell’Associazione Patrioti favorevole all’unificazione con la Repubblica Popolare.

Law e Wong sono stati partecipanti attivi della Rivoluzione degli Ombrelli del 2014. Una serie di proteste a favore delle elezioni democratiche per il leader di Hong Kong, sedate dall’intervento delle forze armate.

Ma Ngok, un professore della Chinese University di Hong Kong, crede che questo tipo di manifestazioni e di attacchi ai politici sia una tattica coordinata tra i gruppi che sostengono la sovranità cinese sulle due isole. “Le autorità  di Pechino sono molto preoccupate per la collaborazione tra i politici indipendentisti di Hong Kong e Taiwan”, afferma il professore. Le proteste sia all’aeroporto di Hong Kong che a quello di Taipei sembrano “sempre più coordinate e la situazione diventa più complicata che mai”, conclude Ma Ngok.

Pechino è molto sensibile a tutte le forme di cooperazione tra gli indipendentisti di Hong Kong e Taiwan. Hong Kong – ex colonia britannica- è tornata sotto la sovranità cinese nel 1997, pur mantenendo una parte della democrazia a cui era abituata e un sistema giuridico indipendente sotto l’egida del principio “un Paese, due sistemi”. Taiwan, invece, gode di un governo autonomo de facto dal 1949, ma viene considerata dalla Repubblica Popolare una sua regione a statuto speciale, grazie al principio “una Sola Cina”. Questo principio riconosce il governo di Pechino come unico rappresentante legittimo dell’intera Cina.

La Cina osserva con attenzione tutti i movimenti dei politici di Taiwan e Hong Kong, soprattutto in seguito alla vittoria delle elezioni presidenziali taiwanesi dell’esponente nel partito pro-indipendenza, Tsai Ing-wen, nel gennaio 2016. Tsai Ing-wen giunge al potere succedendo a Ma Yingjiu leader del Partito Nazionalista e favorevole a legami sempre più stretti con Pechino.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Nathan_Law_Kwun_Chung

Nathan Law, Politico Indipendentista di Hong Kong. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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