Disputa diplomatica tra Giappone e Corea del Sud

Pubblicato il 12 gennaio 2017 alle 15:16 in Asia Giappone

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Il Giappone e la Corea del Sud in disputa diplomatica per la statua della “donna di conforto” (comfort woman) posta davanti al Consolato Generale del Giappone a Busan, in Corea del Sud.

Seoul non ha fatto nulla per rimuovere la statua della “donna di conforto” e Tokyo ha deciso di richiamare i suoi diplomatici in patria, compreso l’ambasciatore giapponese in Corea, rientrato in Giappone il 9 gennaio.

Il governo del Giappone aveva già chiesto alla controparte della Corea del Sud la rimozione della statua. La presenza della statua è contraria all’accordo raggiunto tra i due paesi nel dicembre 2015 per la risoluzione della questione delle “donne di conforto”. Si tratta di donne coreane costrette a far parte di corpi di prostitute al servizio dei soldati dell’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il Giappone si è attenuto all’accordo versando 1 miliardo di yen a una fondazione creata da Seoul per aiutare le ex-donne di conforto, ha dichiarato il premier Giapponese Shinzo Abe alla NHK.

L’accordo del 2015 prevede anche che la Corea del Sud rimuova una statua della “donna di conforto” sita vicino all’Ambasciata Giapponese a Seoul. Non solo Seoul non ha ancora toccato quella statua, ma nel dicembre 2016, un gruppo di cittadini ne ha installata un’altra vicino al Consolato Generale giapponese a Busan, suscitando la rabbia del Giappone.

La tensione tra Giappone e Corea del Sud giunge in un momento difficile per il governo di Seoul, in attesa della fine del processo alla presidente Park Geun-hye e in procinto, probabilmente, di entrare in una nuova fase elettorale.

I partiti di opposizione in Corea del Sud non sembrano intenzionati a rimuovere la statua. “È coraggioso da parte dell’aggressore giapponese venire a chiedere al governo della Corea, che è la vittima, di rimuovere la statua dal suo territorio”, ha dichiarato il leader del principale partito di opposizione. Attualmente il primo ministro Hwang Kyo-ahn ha le mansioni di presidente pro tempore, ma non ha la forza o l’influenza politica necessaria per ordinare la rimozione delle due statue di Seoul e Busan.

 

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Statua della Donna di Conforto, Corea. Fonte: Flickr

di Redazione

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