Croazia: incontro tra PM e capo della comunità islamica

Pubblicato il 11 gennaio 2017 alle 9:37 in Balcani Europa

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Il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, ha ricevuto il capo della comunità islamica della Croazia, Mufti Aziz Hasanovic.

Durante l’incontro, il PM ha riferito di essere soddisfatto riguardo ai rapporti tra la Croazia e la comunità islamica, aggiungendo che il loro modo di relazionarsi potrebbe essere di esempio per altri paesi europei. Mufti Hasanovic ha informato Plenkovic riguardo al lavoro della comunità islamica in Croazia, sottolineando che il paese è un’ottima dimostrazione di coesistenza e inclusione dei musulmani all’interno della società. “La cultura del dialogo e della tolleranza introdotto dal PM sono una garanzia alla soluzione dei problemi presenti a livello sociale”, ha affermato Hasanovic, sottolineando il proprio supporto al governo di Plenkovic. Durante l’incontro, i due hanno discusso riguardo alla crisi migratoria e alla situazione in Bosnia-Herzegovina, la quale si sta ancora riprendendo dalla devastante guerra degli anni ’90. Il PM croato ha espresso la propria solidarietà per il paese dell’area balcanica, scegliendola come prima nazione dove compiere la prima visita estera come PM.

Plenkovic, leader conservatore, è stato eletto primo ministro della Croazia il 19 ottobre 2016. Tra i principali obiettivi del suo governo ci sono la correzione delle finanze pubbliche e l’aumento della crescita economica del paese, membro più recente dell’Unione Europea e con l’economia più debole del blocco.

L’incontro la il PM croato ed il capo della comunità islamica locale avviene in un periodo di grande tensione dovuto agli attacchi  dell’ISIS compiuti in Europa. I Balcani hanno un ruolo speciale nel combattere la minaccia jihadista perché sono la via di accesso principale in Europa e perché costituiscono un ponte per il gruppo terroristico in fatto di finanziamenti, risorse e reclutamento. In particolare, la Bosnia-Herzegovina è un paese  interessato dalla questione, dal momento che almeno 300 giovani bosniaci sono partiti per unirsi alle fila dell’ISIS in Medio Oriente, costituendo il secondo numero più alto di reclute provenienti dall’area europea dopo il Belgio.

Nonostante gli ottimi rapporti tra le autorità croate e la componente musulmana locale, il rischio di terrorismo è aumentato anche all’interno del paese. Lo scorso giugno l’intelligence croata ha emesso un report in cui ha evidenziato la crescita della minaccia jihadista in Croazia. Il documento spiega che soltanto alcune decine di individui hanno adottato un’interpretazione radicale dell’Islam all’interno del paese, ma la maggior parte di loro non sostiene il terrorismo. Nonostante questi elementi non stiano costituendo una minaccia urgente, il report mette in guardia sui paesi vicini, riferendo che circa 900 persone provenienti da Albania, Bosnia e Herzegovina, Kosovo, Macedonia e Serbia, sono partiti per la Siria e l’Iraq per unirsi all’ISIS e ad al-Qaeda.

Il PM croato Andrej Plenckovic. Fonte: Wikimedia Commons

Il PM croato Andrej Plenckovic. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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