Basso profilo per Tsai Ing-wen negli Usa

Pubblicato il 9 gennaio 2017 alle 13:30 in Asia Taiwan

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Tsai Ing-wen, la presidente di Taiwan, di passaggio negli Usa, ha incontrato il governatore e un senatore del Texas, ma non il presidente-eletto Trump. Il basso profilo tenuto da Tsai Ing-wen ha evitato l’esasperazione dei rapporti Pechino-Taipei-Washington.

La presidente di Taiwan ha fatto scalo a Houston nel suo viaggio per la visita di stato ai paesi alleati di Taiwan nell’America centrale: Honduras, Nicaragua, Guatemala ed El ­Salvador.

Durante il suo soggiorno negli Usa, Tsai Ing-wen ha, però, incontrato il senatore del Texas, Ted Cruz, e il governatore dello stato Greg Abbott, domenica 08 gennaio. La presidente ha scelto di tenere un basso profilo per gli incontri, blindati. Non ha rilasciato interviste ed è stato chiesto ai partecipanti alla cena organizzata dalla comunità di Taiwan in Texas di non portare con sé smartphone per evitare diffusione di foto e video.

Il senatore Cruz ha dichiarato di aver “discusso della possibilità di migliorare lo stato dei rapporti bilaterali” e di aver toccato temi come la vendita di armi, gli scambi diplomatici e l’interscambio commerciale. “Un migliore accesso al mercato di Taiwan porterebbe grande beneficio agli agricoltori, i proprietari di ranch e gli imprenditori texani”, ha affermato il senatore.

Tsai Ing-wen sembra abbia incontrato altri ufficiali statunitensi, ma non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito e non trapelano informazioni dettagliate sui contenuti degli incontri.

Sembra che la presidente abbia voluto evitare di fornire un buon pretesto alla Repubblica Popolare per attaccare l’isola di Taiwan. Si tratta di una mossa diplomatica saggia, secondo gli analisti. “Tsai Ing-wen ha tenuto un basso profilo dalla telefonata con Trump. Ha anche vietato ai membri del suo partito di parlare di Trump e dei rapporti tra le due rive dello stretto di Taiwan. Ha cercato di evitare di fornire una buona scusa alla Cina Continentale per punire l’isola”, ha dichiarato Shi Yinhong, consigliere del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare e direttore del Centro per gli American Studies della Renmin University di Pechino.

La Cina, dal suo canto, ha comunque “prestato grande attenzione alle notizie in merito alla fermata negli Usa di Tsa-Ingwen”, secondo quanto dichiarato dal portavoce del governo di Pechino, Lu Kang. Il portavoce ha ribadito la ferma opposizione della Repubblica Popolare a qualsiasi contatto politico diretto tra i “funzionari del governo regionale di Taiwan e gli ufficiali degli Stati Uniti, al fine di evitare alterazioni nei rapporti bilaterali tra Pechino e Washington.” Lu Kang ha anche nuovamente chiesto agli Usa di rispettare il principio “una Sola Cina” per garantire la pace e la stabilità della regione del Pacifico.

Il principio “una sola Cina” vede l’isola di Taiwan, che gode di una indipendenza de facto dal Continente ed è governata democraticamente, come una regione a statuto speciale sotto la giurisdizione di Pechino. La stessa dicitura “una sola Cina” è soggetta a diverse interpretazioni. La Repubblica Popolare basa il principio sulla risoluzione Onu del 1971 che riconosce il governo di Pechino come unico rappresentante dell’intero popolo cinese. La Repubblica di Cina – denominazione ufficiale di Taiwan – ha, invece, sempre interpretato “la sola Cina” essere la Repubblica di Cina, dunque se stessa e non la Repubblica Popolare.

La visita di passaggio di Tsai Ing-wen negli Usa avviene dopo le tensioni con Pechino generate da una telefonata tra lei e Trump e dopo alcune controverse dichiarazioni del presidente-eletto. Il governo della Cina ha, intanto, iniziato a rafforzare la sua presenza militare nel Mar della Cina Meridionale, poco a largo delle coste dell’isola di Taiwan.

Traduzione dal cinese a cura di Ilaria Tipà

Tsai Ing-wen, presidente di Taiwan

Tsai Ing-wen, presidente di Taiwan

di Redazione

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