L’Uruguay cerca di ricucire con Israele dopo il voto all’ONU

Pubblicato il 5 gennaio 2017 alle 17:30 in America Latina Uruguay

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Coinvolto nella tormenta diplomatica seguita al voto sulla risoluzione 2334, il piccolo paese latinoamericano ha giustificato il proprio voto e si è messo a disposizione di israeliani e palestinesi

Il rappresentante dell’Uruguay alle Nazioni Unite, Luis Bermúdez, ha spiegato alla stampa il voto uruguayano al Consiglio di Sicurezza. Lo scorso 23 dicembre il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha votato la risoluzione 2334 che esige la cessazione immediata e completa della costruzione di nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Tra i 14 voti favorevoli quello dell’Uruguay.

Il paese latinoamericano si è trovato dunque coinvolto nella tormenta diplomatica che ne è seguita. Israele ha presentato formale protesta agli ambasciatori dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza. L’ambasciatrice israeliana a Montevideo ha espresso al presidente Tabaré Vázquez la “delusione” di Israele per il voto dell’Uruguay.

Bermúdez ha quindi sentito il dovere di rendere pubbliche le ragioni del voto uruguayano. “Si è trattato – ha spiegato – di un’opportunità storica di uscire da otto anni di veti e inazione del Consiglio di Sicurezza”. Inazione che minacciava la soluzione di “due stati per due popoli” e non contribuiva al processo di pace israelo-palestinese. Bermúdez ha ricordato che fin dal 1947 l’Uruguay vota in questa direzione.

L’Uruguay respinge le accuse di aver votato contro Israele, anzi sottolinea come abbia voluto contribuire al ristabilimento di negoziati bilaterali. “L’Uruguay – continua Bermúdez – riafferma il suo appoggio al diritto di Israele e Palestina a vivere in pace, entro frontiere sicure e riconosciute”. Il governo di Montevideo si è infine messo a disposizione di Israele e dell’ANP per “continuare a lavorare al fine di riattivare il processo di pace nel più breve lasso di tempo possibile”.

L’Uruguay e Israele hanno tradizionalmente goduto di buone relazioni diplomatiche. Il paese latinoamericano, come ricordava l’ambasciatore Bermúdez, votò all’ONU a favore della nascita dello stato ebraico nel 1947 ed è stato tra i primi a riconoscere Israele nel maggio del 1948. In Uruguay vivono circa 20.000 ebrei, e fin dal 1911 sono attive nel paese organizzazioni sioniste.

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

Il Palacio Legislativo di Montevideo. Fonte: Wikimedia Commons

Il Palacio Legislativo di Montevideo. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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