La politica estera della Cina nel 2017

Pubblicato il 5 gennaio 2017 alle 22:42 in Asia Cina Uncategorized

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Il rafforzamento della cooperazione con i paesi emergenti sarà alla base della politica estera della Cina per il 2017.

La cooperazione con i paesi emergenti – in particolare con i paesi dell’Africa e con i Bric – sarà la chiave della diplomazia di Pechino. Seguita dai possibili cambiamenti nei rapporti con gli Usa e dalle questioni spinose dell’isola di Taiwan e del nucleare in Corea del Nord. A livello internazionale, grande importanza verrà attribuita nella cooperazione per contrastare il terrorismo. Questi i pilastri della politica estera della Cina per il 2017 illustrati dal portavoce del ministero degli esteri cinese, Geng Shuang durante la prima conferenza stampa del nuovo anno, il 3 gennaio.

Cooperazione Cina-Africa

La prima visita ufficiale fuori dalla Cina di Wang Yi, il ministro degli esteri di Pechino, si sta svolgendo in Africa in questi giorni, dal 2 al 12 gennaio 2017. Il ministro incontrerà le sue controparti di Madascar, Zambia, Tanzania, Congo e Nigeria. La visita ha l’obiettivo di discutere le più importanti questioni internazionali, i problemi e le sfide per lo sviluppo che i vari paesi africani devono affrontare. Proposito ultimo di Pechino è il rafforzamento della cooperazione tra i paesi emergenti.

Il 2016 ha segnato un nuovo inizio nei rapporti tra la Cina e i paesi dell’Africa, con il vertice di Johannesburg del Forum on China-Africa Cooperation che ha portato a grandi risultati. Nell’ultimo anno, in Etiopia è stata completata una linea ferroviaria, mentre quella in Kenya è in dirittura d’arrivo. Sono stati avviati i lavori per la costruzione di diversi parchi industriali e zone economiche speciali in diversi paesi dell’Africa. Gli investimenti diretti esteri non finanziari della Cina in Africa sono aumentati del 31%,  rispetto al 2015.  Nel secondo semestre del 2016 sono stati conclusi 245 accordi di cooperazione per un valore pari a 50 miliardi di dollari. Per il 2017, Pechino prevede un ulteriore sviluppo positivo dei rapporti bilaterali e multilaterali con i paesi africani.

Cooperazione Cina-Paesi Bric

Dal 1 gennaio 2017 la Cina è il presidente di turno dei Paesi Bric e avrà il compito di organizzare la settima edizione del Summit dei Bric a Xiamen, nella provincia cinese del Fujian. Il tema della presidenza della Cina sarà “rafforzare il partenariato tra paesi Bric per creare un futuro più luminoso.” L’obiettivo sarà ripercorrere i dieci anni di cooperazione tra i Bric e pianificare insieme il futuro. I punti principali che la Cina vuole portare avanti sono: un incremento della cooperazione economico-finanziaria, maggiore libertà di circolazione monetaria, migliori collegamenti infrastrutturali e scambi culturali e tra i popoli. In secondo luogo, la presidenza cinese chiederà una sinergia migliorata delle azioni dei vari paesi riguardo le grandi questioni internazionali.

Cina e Stati Uniti

Riguardo ai rapporti con gli Stati Uniti, il portavoce ha risposto ai giornalisti in merito alle critiche del presidente eletto, Donald Trump, al governo di Pechino su due questioni: la Corea del Nord e la bilancia commerciale Stati Uniti-Cina.  Donald Trump, in un tweet del 2 gennaio, ha accusato la Cina di non collaborare per la denuclearizzazione di Pyongyang e di portare via “ingenti ricchezze e soldi agli Stati Uniti grazie a un commercio unilaterale.”

Geng Shuang, commentando il tweet, ha dichiarato che “la posizione della Cina in merito alle armi nucleari in Corea del Nord è molto chiara: sosteniamo la denuclearizzazione della penisola coreana, per la sua pace e stabilità. Siamo favorevoli alla risoluzione dei conflitti tramite dialogo pacifico.”  Pechino auspica il ritorno sulla via dei negoziati pacifici per risolvere le problematiche della penisola e invita tutte le parti coinvolte a evitare dichiarazioni e azioni che possano esasperare la situazione già tesa. Il portavoce di Pechino ha anche ribadito il sostegno della Cina alle risoluzioni Onu per la cessazione dello sviluppo di armi nucleari in Corea del Nord.

Il commercio bilaterale tra gli Usa e la Cina è un rapporto win-win, ha ribadito il portavoce della diplomazia cinese, che favorisce gli interessi legittimi di entrambi i paesi coinvolti. “Qualsiasi squilibrio nella bilancia commerciale va discusso sulla base del rispetto reciproco e attraverso il dialogo costruttivo”, ha concluso in merito Geng Shuang.

Taiwan

Altro nodo per i rapporti Cina-Usa di quest’anno sarà la questione di Taiwan, l’isola del territorio cinese con una autonomia de facto, ma riconosciuta dalla comunità internazionale come regione a statuto speciale della Repubblica Popolare, dal 1951. Le dichiarazioni di Trump degli ultimi mesi e la possibile sosta negli Stati Uniti della presidente di Taiwan, Tsai Ingwen, durante la sua visita di stato in America Latina, hanno irritato la Cina. Il portavoce ha chiesto, ancora una volta, agli Stati Uniti di rispettare il principio “una sola Cina” e di evitare qualsiasi contatto ufficiale e diplomatico con Taiwan. La stessa richiesta è stata rivolta al Giappone che ha modificato, a partire dal 1 gennaio, il nome dell’ufficio di rappresentanza di Taiwan a Tokyo.

Lotta al terrorismo

Ultimo nodo della conferenza stampa è stato l’attentato di Istanbul del 31 dicembre. Il portavoce ha ribadito la condanna della Cina alle attività terroristiche e la volontà di rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta per contrastarle.

Traduzione dal cinese a cura di Ilaria Tipà

Il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Pechino. Fonte: Pixabay

Il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Pechino. Fonte: Pixabay

di Redazione

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