Cina pronta a rafforzare lotta al terrorismo

Pubblicato il 3 gennaio 2017 alle 13:45 in Asia Cina

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La Cina condanna l’attentato di Istanbul ed è pronta a lavorare con la comunità internazionale nella lotta al terrorismo, ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri della Cina, Geng Shuang.

Il presidente Xi Jinping, il PM Li Keqiang e il ministro degli esteri Wang Yi sono in contatto con le loro controparti in Turchia dalla sera del 31 dicembre e seguono con attenzione gli sviluppi delle indagini da parte delle autorità turche, ha dichiarato il portavoce Geng Shuang durante la conferenza stampa settimanale.

L’attenzione della Cina sull’attentato di Istanbul del 31 dicembre 2016 si è intensificata dopo gli ultimi sviluppi delle indagini dell’intelligence della Turchia. Si sospetta, infatti, l’attentatore sia un membro del Movimento Islamico del Turkestan Orientale, organizzazione estremista basata nel Xinjiang, regione occidentale della Cina.

“Il Movimento Islamico del Turkestan Orientale è diffuso in tutta l’Asia centrale, meridionale e orientale. Costituisce una grave minaccia alla sicurezza dei paesi e delle regioni dell’Asia, compresa la Cina. Per questo, la Cina si oppone con decisione a qualsiasi forma di attività terroristica ed è pronta a lavorare con la comunità internazionale per contrastare il terrorismo e tutelare la pace e stabilità dell’Asia e del mondo intero”, ha dichiarato Geng Shuang ai giornalisti.

Il Turkestan è una regione dell’Asia centrale suddivisa storicamente in Turkestan orientale e occidentale. Attualmente, il Turkestan occidentale è composto dai territori di Turkmenistan, Tajikistan, Kazakistan, Kirghizistan  e dalle porzioni a maggioranza turca dell’Afghanistan e della Russia. Il Turkestan orientale è, invece, rappresentato dal Xinjiang. Il Xinjiang è una regione a statuto speciale della Cina in cui l’etnia di maggioranza è Uigura, di religione islamica e lingua turca.

Il Movimento Islamico del Turkestan Orientale (ETIM) è un gruppo separatista islamico fondato da militanti islamisti uiguri del Xinjiang. L’obiettivo della sua lotta è la creazione di uno stato islamico indipendente del Turkestan. L’ETIM è elencato nelle organizzazioni terroristiche sia dal governo di Pechino che dagli Usa. Il gruppo ha legami forti con il fondamentalismo islamico che destano le preoccupazioni del governo cinese.

La Cina è attiva nella lotta al fondamentalismo e al terrorismo e nel 2015 ha approvato la sua prima legge per la lotta al terrorismo. Vista la situazione etnico-religiosa del Xinjiang e i frequenti tumulti nella regione, il governo di Pechino e le autorità locali hanno emanato delle “direttive di attuazione” della legge contro il terrorismo specifiche per il Xinjiang, all’inizio del mese di settembre 2016.

Le direttive specificano le azioni da condurre per contrastare il fondamentalismo islamico e le attività terroristiche in Xinjiang e prevedono la creazione di un sistema di sicurezza ad hoc responsabile per la lotta all’estremismo e al terrorismo. Pechino richiede la creazione di un corpo di forze speciali regionali per la prevenzione e il contrasto delle attività illecite e il miglioramento dell’intelligence regionale e nazionale. Le direttive richiedono anche la completa collaborazione della popolazione uigura e di tutti i dipartimenti dell’amministrazione regionale nel contrasto al terrorismo.

Il direttore della Scuola di Polizia Speciale del Xinjiang, Li Juan, è soddisfatto delle specifiche previste dalle nuove direttive ed è convinto che il sistema di prevenzione e contrasto al terrorismo nella regione funzioni già abbastanza bene. “I terroristi non sono riusciti a realizzare attentati di grande portata, siamo stati in grado di intercettarli per tempo e di fermarli. Le minacce sono, però, aumentate molto negli ultimi anni”, ha dichiarato Li Juan.

Una prevenzione e un lavoro costante che nel futuro, secondo quanto dichiarato dal portavoce Geng Shuang, non saranno più coordinati solo all’interno della Cina, ma ancor più verranno condotti in cooperazione con la comunità internazionale.

Traduzione dal cinese a cura di Ilaria Tipà

 

Proteste degli Uiguri in Xinjiang, Cina. Fonte: Wikipedia Commons

Proteste degli Uiguri in Xinjiang, Cina. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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