Trump mette in dubbio l’efficienza della cybersecurity

Pubblicato il 2 gennaio 2017 alle 19:30 in USA e Canada

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Il presidente eletto americano, Donald Trump, dubita che le reti di computer possano essere protette da cyber-attacchi.

Di fronte all’affermazione, gli esperti di cybersecurity americani si sono allarmati, ritenendo che i commenti di Trump potrebbero mettere a rischio un decennio di politica nazionale di sicurezza. Domenica il Presidente eletto ha riferito ai giornalisti che “nessun computer è al sicuro” e che, per gli ufficiali dell’intelligence, è molto difficile provare che sia avvenuta un’attività di hackeraggio. “Penso che i computer abbiano complicato enormemente le nostre vite”, ha commentato Trump la scorsa settimana. Nonostante utilizzi Twitter assiduamente, il Presidente eletto afferma di usare raramente mezzi di comunicazione tecnologici più avanzati del semplice telefono.

Da quando George W. Bush si impegnò a sviluppare una politica di cyber-sicurezza nazionale in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001, il governo federale americano ha messo tra le priorità assolute il mantenimento dell’integrità delle reti informatiche dei settori pubblico e privato, attraverso cui la società moderna effettua le operazioni commerciali.

Ad ottobre, Trump ha promesso l’inizio una campagna sulla cybersecurity, definendola “una delle principali priorità del governo e del settore privato”, e affermando che i cyber-attacchi da parte di stati e attori non statali costituiscono una delle preoccupazioni più critiche della sicurezza nazionale. Tuttavia, la convinzione della comunità dell’intelligence statunitense riguardo all’intromissione della Russia nelle elezioni presidenziali per favorire Trump, ha spinto il Presidente eletto a mettere in discussione l’affidabilità di tale valutazione.

Esperti americani ritengono che i commenti di Trump riguardo la cybersecurity e l’attività di hackeraggio russa potrebbero incoraggiare hacker stranieri e minare la capacità di reazione del governo degli Stati Uniti. Michael Sulmeyer, ex consigliere del Dipartimento della Difesa che dirige il progetto sicurezza informatica per la Harvard Kennedy School of Government, ha affermato che i cyber-attacchi non devono essere sottovalutati perché “sono vere minacce per il paese”, aggiungendo che è preoccupante vedere come la questione sia stata politicizzata.

Nonostante diversi repubblicani siano a favore di una reazione più dura alle attività di cyber-spionaggio russe, molti altri sostengono la posizione di Trump. La scorsa settimana il Presidente americano, Barak Obama, ha fatto licenziare 35 funzionari russi che operavano negli Stati Uniti perché sospettati di aver contribuito alle attività di hackeraggio durante le elezioni presidenziali dei mesi precedenti. Alla luce delle dichiarazioni di Trump, il quale non ha condiviso la reazione dell’amministrazione Obama, il Presidente russo, Vladimir Putin, non ha preso alcun provvedimento in seguito all’accaduto, affermando di voler aspettare l’inizio del mandato di Trump per definire l’andamento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti.

Il presidente eletto americano, Donald Trump. Fonte: Flikr

Il presidente eletto americano, Donald Trump. Fonte: Flickr

di Redazione

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