Hong Kong a vent’anni dal ritorno alla Cina

Pubblicato il 2 gennaio 2017 alle 17:00 in Asia Hong Kong

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La Cina non permetterà che Hong Kong diventi una base per sovversioni contro il Continente o per minare la stabilità politica. Queste le dichiarazioni del capo dell’ufficio per i rapporti con il Continente di Hong Kong, Zhang Xiaoming, durante un’intervista alla CCTV, il 1 gennaio 2017.

Il 2017 è l’anno che segna il 20esimo anniversario del ritorno di Hong Kong sotto la giurisdizione di Pechino. Hong Kong, ex colonia britannica, è divenuta regione a statuto speciale della Cina nel 1997. Il passaggio di sovranità è stato condotto all’insegna del principio un Paese, due sistemi”. Un principio che garantisce all’isola le libertà liberali di cui godeva sotto il controllo del Regno Unito, un’ampia autonomia e un sistema giuridico separato. La transizione è stata delicata e gli abitanti di Hong Kong, al momento del ritorno dell’isola sotto la giurisdizione cinese, temevano la perdita delle libertà democratiche di cui godevano e un’aumentata intromissione da parte del governo centrale di Pechino negli affari locali.

I risultati raggiunti in questi vent’anni sono incoraggianti, ma è necessario garantire la prosperità e la stabilità di Hong Kong, ha affermato Zhang Xiaoming. “Tutto ciò che si temeva cambiasse nel 1997, non è cambiato. Ciò che è cambiato, è ciò che doveva essere modificato o che tutti speravano cambiasse”, ha continuato l’ufficiale per rafforzare l’idea che la sovranità della Cina sull’isola non ne ha alterato le condizioni.

Alla domanda del giornalista della CCTV in merito alla crescente attività del Movimento per l’Indipendenza di Hong Kong, Zhang Xiaoming ha affermato che “nessuno farà nulla che possa danneggiare la sovranità e la sicurezza del paese. Nessuno ad Hong Kong metterà a rischio l’autorità del governo centrale di Pechino o la Basic Law di Hong Kong. Nessuno utilizzerà Hong Kong per innescare attività sovversive nei confronti del continente.”

I leader di Pechino sono preoccupati per la crescita esponenziale del Movimento per l’Indipendenza di Hong Kong degli ultimi anni. Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha dichiarato al Chief Executive uscente di Hong Kong, Leung Chun-ying, che il governo centrale sostiene l’impegno del governo regionale di Hong Kong per sottomettere le azioni che promuovono l’indipendenza politica dell’isola.

Le azioni e le manifestazioni pro-indipendenza di Hong Kong hanno visto una rapida crescita dall’approvazione della riforma elettorale per il governo regionale dell’isola, nel 2014-15. La riforma prevede che il Chief Executive, capo del governo regionale, possa essere sì eletto a suffragio universale, ma che i candidati da presentare alle elezioni generali del 2017 vengano preventivamente selezionati dalle autorità di Pechino. Questa decisione, di fatto, riduce al minimo le possibilità dell’elezione di un candidato esponente dei gruppi pro-indipendenza dell’isola. La modifica alla legge elettorale ha visto il diffondersi di proteste pacifiche e di occupazioni in varie zone di Hong Kong, note come “rivoluzione degli ombrelli”.  Secondo un sondaggio dell’Università di Hong Kong condotto nel luglio 2016, il 40% della popolazione di Hong Kong tra i 15 e i 24 anni è a favore dell’indipendenza dell’isola.

Traduzione dal cinese a cura di Ilaria Tipà

Rivoluzione degli Ombrelli, Hong Kong, 2014. Fonte: Wikipedia Commons

Rivoluzione degli Ombrelli, Hong Kong, 2014. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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