Portogallo e Angola: tensione dialettica

Pubblicato il 28 dicembre 2016 alle 7:30 in Africa Europa

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Si riapre il dibattito sulle relazioni tra Lisbona e Luanda.

Sale la tensione dialettica, sebbene in modo ufficioso, tra Portogallo e Angola. I due paesi sono strettamente legati non solo dal passato coloniale e dalla lingua comune, ma da importanti vincoli commerciali e culturali. La comunità portoghese in Angola e quella angolana in Portogallo sono parte fondamentale della società dei rispettivi paesi d’adozione.

Lo scorso 14 dicembre Isabel Moreira, deputata del Partito Socialista al potere a Lisbona ha definito l’Angola una “dittatura brutale, cleptocratica, senza libertà, corrotta”. Moreira non occupa alcun ruolo ufficiale nel governo portoghese e si è espressa a titolo personale, tuttavia, il discorso ha lasciato uno strascico di polemiche, sia perché Moreira ha parlato all’Assemblea Nazionale, applaudita da molti colleghi, sia perché in Angola è stato interpretato come un messaggio non ufficiale da parte del partito di governo. Era inoltre presente all’Assemblea Nazionale Luaty Beirão, oppositore del governo angolano da tempo rifugiato in Europa.

Il Jornal de Angola, organo ufficioso del governo di Luanda, ha risposto lo scorso 26 dicembre con un violento editoriale a firma del direttore José Ribeiro. Questi accusa le élites portoghesi di trattare gli angolani come fossero “schiavi”, di non vedere nell’Angola nient’altro che una ex-colonia e di aver pugnalato alle spalle un “paese fratello”.

Anche se rimane fuori dal campo dell’ufficialità, la polemica ha riaperto il dibattito sulle relazioni tra il Portogallo e la più importante delle sue ex-colonie Africane.

a cura di Italo Cosentino

Bandiera portoghese. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera portoghese. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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