Libia e Algeria rafforzano i legami

Pubblicato il 28 dicembre 2016 alle 12:00 in Africa Libia

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Il leader del Governo di Unità Nazionale (GNA) libico, Faiez Serraj, si è recato in Algeria in visita ufficiale.

Il viaggio fa parte di una serie di consultazioni tra i due paesi, alla ricerca di una soluzione all’attuale problema politico in Libia, in stallo dal dicembre 2015, dalla firma dell’accordo di Skhirat da parte delle Nazioni Unite. Serraj ha lodato gli algerini per il loro supporto al GNA e ha esortato al dialogo per risolvere i problemi.

L’invito dell’Algeria fa parte di una iniziativa del paese per aiutare a porre fine alla crisi libica, indipendentemente dalla soluzione proposta dalla comunità internazionale, basandosi sulla dialogo tra le due fazioni libiche, GNA o Governo di Tripoli, con a capo Ferraj, e Governo di Tobruk, con a capo il generale Haftar. In questo intento, l’Algeria ha pianificato diversi colloqui con un certo numero di attori politici chiave a sostegno di ogni parte.

Un ufficiale algerino ha riferito che “l’unica alternativa rimane una soluzione politica basata su un dialogo inter-libico e di riconciliazione nazionale”, aggiungendo che l’Algeria lavora per raggiungere quell’obiettivo. Nel mentre, il Ministro degli Esteri algerino, Ramada Lamarma, ha riferito ai media nazionali che la comunità internazionale ha fallito nella ricostruzione delle istituzioni libiche, criticando l’intervento straniero in Libia sotto diversi aspetti.

Dal 2011 la Libia è stritolata dalla violenza, inaspritasi nel 2014 per la rivalità tra le diverse fazioni. Nel 2015, nella città marocchina di Skhirat, sotto la guida dell’Onu, le parti libiche hanno dialogato per trovare una soluzione che ponesse fine alla crisi. Il risultato dell’incontro è stata la formazione del GNA, il quale avrebbe dovuto unificare lo scenario politico libico e aiutare ad affrontare il pericolo posto dall’ISIS. Dati i continui disaccordi tra gli attori politici , il GNA è riuscito a insediarsi a Tripoli solo nel marzo 2016.

L’Algeria, nel 2014, si era opposta all’intervento militare in Libia proposto dai paesi occidentali a causa dei disordini e dalla minaccia rappresentata dall’assenza di un governo nazionale che mantenesse l’ordine. Già in quell’occasione, il paese africano propose una soluzione della crisi basata sulla cooperazione tra le diverse fazioni per raggiungere un accordo di sicurezza che permettesse di proteggere i cittadini libici e creasse le giuste circostanze per far fronte al terrorismo.

Il leader libico del GNA, Faye Serraj. Fonte: Libyan Express

Il leader libico del GNA, Fayez Serraj. Fonte: Libyan Express

di Redazione

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