97 arrestati in Inghilterra per reati legati all’immigrazione

Pubblicato il 28 dicembre 2016 alle 17:00 in Uncategorized

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Decine di persone sono state arrestate in Inghilterra perché sospettate di aver commesso reati in materia di immigrazione.

97 sono in tutto gli individui incarcerati, mentre molte imprese sono state avvertite che potrebbero ricevere multe fino a 20.000 sterline per avere lavoratori illegali. 14 delle persone arrestate sono state identificate potenzialmente a rischio di moderna schiavitù.

L’operazione Mignify, attuata dal governo inglese, ha l’obiettivo di individuare le imprese a rischio, in cui i datori di lavoro sono accusati di sfruttare lavoratori stranieri. L’iniziativa Immigration Enforcement, attuata dal 27 novembre al 3 dicembre, ha fatto sì che le autorità controllassero 280 aziende in tutto il Regno Unito, in linea con la promessa fatta dal Primo Ministro inglese, Theresa May, durante il suo primo discorso come leader dei conservatori, di voler attuare una politica di immigrazione più dura.

Il Ministro dell’immigrazione, Robert Goodwill, ha riferito che, l’operazione Mignify, “manda un messaggio forte ai datori di lavoro che sfruttano le persone vulnerabili e violano le leggi sull’immigrazione”, aggiungendo che la schiavitù moderna è un crimine barbaro che distrugge le vite delle persone più deboli all’interno della nostra società.

A tal proposito, il governo inglese ha introdotto il Modern Slavery Act, dando alle forze dell’ordine gli strumenti necessari per aumentare il supporto e la protezione delle persone coinvolte, insieme ad altre misure legate all’Immigration Act. Quest’ultimo documento permette di combattere il lavoro illegale, rendendo più immediati i processi ai datori di lavoro che violano le regole, e facendo chiudere temporaneamente le aziende che non rispettano la legge.

Molte delle persone arrestate sono di nazionalità vietnamita, ma ci sono molti sospettati anche provenienti dalla Mongolia, Ghana, Cina, Nigeria, Pakistan e India. Le potenziali vittime, avranno sostegno, mentre gli individui che non hanno il diritto di rimanere nel Regno Unito, saranno rimandati nei loro paesi di origine.

Il PM inglese, Theresa May. Fonte: Wikimedia Commons

Il PM inglese, Theresa May. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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